Capo Colonna, trovato un Pesce Luna adulto: allarme impatto umano

Rinvenuto dai volontari del Circolo Ibis nella riserva: esemplare di 2 metri con pinna mozzata, probabile urto con elica

A cura di Redazione
26 aprile 2026 20:39
Capo Colonna, trovato un Pesce Luna adulto: allarme impatto umano -
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CROTONE – Un ritrovamento raro e di grande rilevanza scientifica scuote il tratto di costa di Capo Colonna, dove nei giorni scorsi i soci del Circolo Ibis per l’Ambiente hanno individuato la carcassa di un esemplare adulto di Pesce Luna.

Il rinvenimento è avvenuto lungo la spiaggia dell’Oasi del Martin Pescatore, in piena area di riserva marina (zona A), durante un’attività di pattugliamento costiero dedicata al monitoraggio della foca monaca mediterranea.

L’animale, in buono stato di conservazione, presentava un diametro di circa due metri, dimensioni che confermano la piena maturità dell’esemplare. Il Pesce Luna è tra i più grandi pesci ossei esistenti e rappresenta una delle specie più affascinanti del Mar Mediterraneo, sia per le sue caratteristiche morfologiche che per il comportamento.

Specie pelagica, vive prevalentemente in acque temperate e tropicali ma è ormai presenza stabile anche nel Mediterraneo. È spesso osservato in superficie, dove adotta il tipico comportamento di “basking”: si espone al sole per regolare la temperatura corporea dopo immersioni profonde e per favorire la rimozione dei parassiti grazie all’interazione con gli uccelli marini. La sua alimentazione è basata soprattutto su zooplancton, in particolare meduse, contribuendo così all’equilibrio degli ecosistemi marini.

Il ritrovamento si inserisce in un quadro già noto ai ricercatori del Circolo Ibis. Nel corso della campagna di ricerca 2025, infatti, gli stessi volontari avevano già avvistato due esemplari di Pesce Luna a poche centinaia di metri dalla costa di Capo Colonna, proprio nelle vicinanze dell’area del recente rinvenimento.

L’analisi visiva della carcassa ha però evidenziato un elemento critico: la pinna dorsale risultava mozzata di netto, con un taglio compatibile con l’impatto con l’elica di un’imbarcazione. Un dettaglio che riporta l’attenzione sull’impatto delle attività umane anche all’interno di aree protette.

«Questo ritrovamento – ha dichiarato il presidente del Circolo Ibis, Girolamo Parretta – rappresenta una testimonianza importante della biodiversità che ancora caratterizza il nostro tratto di mare, ma allo stesso tempo richiama con forza l’attenzione sui rischi legati al traffico nautico, anche in zone a tutela integrale. È indispensabile rafforzare i controlli e promuovere una maggiore consapevolezza ambientale».

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