Crolla l'Arco degli Innamorati in Puglia: «Proteggiamo la colonna di Capo Colonna»

L'appello dell'architetto Giuseppe Monizzi: «Proteggerla con un reticolo filiforme, oggi possibile, che scongiuri un suo crollo»

A cura di Redazione
18 febbraio 2026 11:00
Crolla l'Arco degli Innamorati in Puglia: «Proteggiamo la colonna di Capo Colonna» - Foto: Redazione
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Crotone - La notizia del crollo dell'Arco degli Innamorati a Melendugno, nel salento, ha scosso il mondo della cultura e ha riacceso i riflettori sulla necessità di tutelare l'immane patrimonio culturale italiano. Una vicenda che ha spinto anche un cittadino crotonese, l'architetto Giuseppe Monizzi, da sempre attento a quanto accade sul territorio, a lanciare un appello, oltre che un allarme.

La proposta di Monizzi

Monizzi ha inviato una lettera alla nostra redazione: «Leggevo quanto accaduto in Puglia, caro direttore, e mi veniva in mente la nostra colonna di Capo Colonna! È un allarme che voglio lanciare. Perché non pensare di salvaguardarla da rischi sempre più grandi, visto il cambiamento climatico ormai assodato?», si chiede.

La proposta avanzata non è invasiva, ma preventiva: «Si chiede troppo se si protegge con un reticolo filiforme, oggi possibile, che scongiuri un suo crollo, magari facendone pure suggestiva e moderna cornice? Piangere dopo sarebbe veramente una beffa». Monizzi sottolinea da tempo non sia più consentito avvicinarsi liberamente al monumento: «Da anni non ci consentono di toccarla, goderla da vicino. Almeno diamole un sostegno che la tenga in caso di movimento imprevisto». Un appello diretto a chi ha la responsabilità della tutela, affinché si valuti un intervento di messa in sicurezza capace di coniugare conservazione e valorizzazione. «Mi appello a chi ne deve garantire tutela, ma non crotonese», precisa, evidenziando la necessità di un’attenzione istituzionale ampia e competente.

La colonna memoria viva e non solo bellezza

La colonna di Capo Colonna, ultimo resto dell’antico tempio di Hera Lacinia, rappresenta uno dei simboli più forti della storia magnogreca in Calabria. Per molti cittadini è molto più di un reperto archeologico, è memoria viva, identità condivisa, punto di riferimento visivo e culturale. L’intervento richiesto, nelle parole di Monizzi, non è un gesto di allarmismo ma di responsabilità, prevenire oggi per non dover rimpiangere domani. Un invito che riapre il dibattito sulla tutela dei beni storici in un’epoca segnata da eventi atmosferici sempre più estremi e imprevedibili. I lavori al Museo di Capocolonna sicuramente raccontano la volontà di tutelare il luogo ed è per questo che è ancora più importante itnervenire per salvaguardare il simbolo della storia di Crotone.

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