Crotone - Ai 300 Alloggi l’arte crea un museo a cielo aperto

Si conclude la terza edizione di Kriu, tredici le opere realizzate

A cura di Redazione
03 aprile 2026 17:00
Crotone - Ai 300 Alloggi l’arte crea un museo a cielo aperto - Foto: Ufficio stampa Kriu
Foto: Ufficio stampa Kriu
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Crotone - Si conclude con successo la terza edizione di KRIU, il progetto di arte pubblica realizzato a Crotone, curato da Gulìa Urbana e OsA, due realtà che promuovono la street-art a livello internazionale, e organizzato in piena sinergia con l’Amministrazione comunale di Crotone, che continua a trasformare il quartiere 300 Alloggi in un grande percorso urbano a cielo aperto, accessibile, riconoscibile e sempre più integrato nella vita quotidiana della città.

Con questa nuova edizione, KRIU aggiunge quattro nuovi interventi firmati da Alice Pasquini, Attorrep, Lidia Cao Refreshink, consolidando ulteriormente il proprio percorso di rigenerazione culturale e urbana. Il progetto amplia così il numero complessivo delle opere presenti sul territorio, portandolo a quota 13, all’interno di un’area urbana oggi sempre più percorribile a piedi, dotata di servizi e vissuta quotidianamente dai cittadini, dove l’arte non è un elemento isolato ma parte integrante dell’esperienza del quartiere.

Un museo urbano diffuso

KRIU si conferma così non come una semplice rassegna di arte urbana, ma come un vero e proprio processo di costruzione di un museo urbano diffuso, capace di generare nuova attenzione verso lo spazio pubblico, nuove occasioni di attraversamento e una rinnovata percezione dei luoghi.

Tra le opere realizzate in questa edizione, Alice Pasquini firma Power Can’t See, un intervento di forte intensità visiva ed emotiva. Dominata da una profonda tonalità blu, l’opera raffigura una figura femminile con una corona calata sugli occhi: un’immagine simbolica e potente che mette in tensione forza e vulnerabilità, visione e cecità, suggerendo una riflessione sul potere e sulla sua incapacità di vedere davvero. Il risultato è un’opera di grande impatto, capace di imporsi nello spazio urbano con eleganza e forza evocativa.

Con Attorrep, il muralismo si fa racconto identitario e memoria collettiva. L’opera raffigura un pescatore, figura simbolica della cultura marinara crotonese, intento a osservare un piccolo reperto archeologico appena ritrovato. In questa immagine si incontrano il mare, la vita quotidiana e l’eredità storica di Crotone, antica Kroton e culla della Magna Grecia. Il lavoro costruisce così un ponte tra passato e presente, riportando alla luce la memoria profonda del territorio e invitando a riflettere sul valore dell’identità e della tutela del patrimonio culturale.

Refreshink propone invece un intervento che si distingue per l’uso della tecnica del mosaico, attraverso cui l’artista rilegge in chiave contemporanea la figura di Hera Lacinia. Il volto femminile, costruito come una trama di tessere, richiama la memoria classica e il legame profondo di Crotone con la Magna Grecia, trasformando il muro in un’opera capace di unire patrimonio storico e arte urbana contemporanea.

Con Lidia Cao, il progetto accoglie un’opera intima e delicata che riflette sul tema della solitudine. La figura femminile rappresentata diventa simbolo di una condizione sospesa tra introspezione e distanza, tra rifugio interiore e difficoltà di connessione con il mondo esterno. L’opera suggerisce però anche una possibilità di apertura: quella di lasciare entrare la luce e trasformare l’isolamento in consapevolezza e relazione.

La terza edizione di KRIU conferma ancora una volta la capacità del progetto di incidere concretamente sul territorio, costruendo un rapporto diretto tra arte e cittadinanza e rafforzando una nuova idea di città: più leggibile, più attrattiva, più attraversabile. Ai 300 Alloggi, l’arte pubblica diventa infatti uno strumento reale di rigenerazione urbana, valorizzazione culturale e attivazione sociale, capace di generare senso di appartenenza e nuovi immaginari collettivi.

L’arte fa da cornice a un quadro più grande

“In questi tre anni abbiamo visto il quartiere crescere non solo artisticamente, ma anche dal punto di vista infrastrutturale, e questo rende l’esperienza dell’arte ancora più significativa. Quando un luogo diventa più vivibile, più accessibile e più ricco di servizi per i cittadini, anche l’arte cambia funzione: non è più soltanto un intervento visivo, ma diventa parte di un paesaggio urbano che migliora davvero la qualità della vita. In questo senso, per una volta, l’arte fa da cornice a un quadro più grande, fatto di comunità, servizi e trasformazione reale”, afferma il direttore artistico Giacomo Marinaro.

Con questa edizione il Comune di Crotone con la curatela di Gulìa Urbana e OsA rinnovano il proprio impegno nella promozione di pratiche culturali.

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