Crotone - Barbatano: "Senza cacciatori, rischio per territorio e sicurezza"
In una lettera aperta, il consigliere nazionale di Libera Caccia spiega: "Il cacciatore moderno tutela natura e sicurezza"
Il ruolo del cacciatore nella gestione del territorio, nella tutela della biodiversità e nella sicurezza pubblica è al centro della lettera aperta inviata dal consigliere nazionale di Libera Caccia, Vincenzo Barbatano. Un intervento con cui Barbatano intende offrire una riflessione sul valore della figura del cacciatore moderno, evidenziandone il contributo nella gestione della fauna selvatica e nella salvaguardia dell'equilibrio ambientale.
«Spesso, quando si parla di caccia sui mezzi di informazione, lo si fa attraverso stereotipi superati o contrapposizioni ideologiche che non rispecchiano la realtà dei fatti. Vorrei offrire ai lettori una riflessione concreta, lontana dagli estremismi, su cosa accadrebbe realmente se sul nostro territorio non ci fosse più la figura del cacciatore», scrive Barbatano.
Biodiversità e agricoltura
Secondo il consigliere nazionale di Libera Caccia, il cacciatore di oggi «non è un semplice appassionato, ma un vero e proprio operatore ecologico e un bioregolatore». A suo avviso, in un territorio profondamente modificato dall'uomo e privo di grandi predatori naturali in grado di contenere alcune specie particolarmente adattabili, «l'assenza della gestione venatoria provocherebbe un collasso ecologico ed economico immediato».
Entrando nel merito, Barbatano richiama l'attenzione sulle possibili conseguenze per la fauna e per il settore agricolo: «Assisteremmo alla distruzione della nostra biodiversità. Specie opportuniste e invasive, se non controllate, farebbero terra bruciata dei nidi di piccoli uccelli come cardellini e passerotti, decimando al contempo le popolazioni di lepri. Non è un caso che dove manca la gestione della fauna, le specie più fragili svaniscano per prime».
Lo stesso discorso, secondo il consigliere, riguarda il comparto agricolo: «La nostra agricoltura subirebbe un colpo mortale. Campi di grano calpestati, coltivazioni di pomodori, angurie e ortaggi devastati da branchi incontrollati di cinghiali non sono solo una perdita economica per i nostri agricoltori, già messi a dura prova, ma un danno per l'intera filiera alimentare e per i consumatori».
La sicurezza del territorio
Nella lettera aperta trova spazio anche il tema della sicurezza pubblica. Barbatano evidenzia le possibili ripercussioni sulla viabilità e sui centri abitati in caso di una crescita incontrollata della fauna selvatica.
«Quanti incidenti stradali in più, spesso gravissimi, registreremmo sulle nostre strade a causa dell'attraversamento improvviso di grossi ungulati? Quanti parchi urbani e aree verdi diventerebbero impraticabili o pericolosi per le famiglie a causa della presenza di animali selvatici attirati dai rifiuti? Per non parlare del degrado igienico-sanitario nelle nostre città, invase dal guano di volatili fuori controllo che imbratta auto, monumenti e strade».
Nella parte conclusiva della lettera, il consigliere nazionale di Libera Caccia ribadisce il messaggio centrale del suo intervento.
«Proteggere la natura non significa abbandonarla a se stessa, ma gestirla con scienza e responsabilità. Il cacciatore moderno fa proprio questo: restituisce equilibrio laddove l'equilibrio è venuto meno. Privarsi di questa figura non significherebbe "salvare gli animali", ma condannare il nostro territorio all'insicurezza, al degrado e alla crisi economica».
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