Crotone - Confial: «Non è solo la protesta dei trattori: è un allarme sociale»

Tomaino: «Quando non regge chi produce e non regge chi trasporta, alla fine paga chi compra. La Regione apra un vero tavolo di confronto»

A cura di Redazione
28 settembre 2026 13:30
Crotone - Confial: «Non è solo la protesta dei trattori: è un allarme sociale» -  Foto Uff. Stampa Confial
Foto Uff. Stampa Confial
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La mobilitazione di agricoltori e autotrasportatori non sarebbe soltanto una vertenza legata a singoli comparti produttivi, ma, secondo CONFIAL Calabria, rappresenterebbe un segnale più ampio sulle difficoltà economiche che attraversano la regione.

A sostenerlo è Fabio Tomaino, Segretario Regionale Confederale della CONFIAL Calabria, che esprime il sostegno della Confederazione alle istanze provenienti dal mondo agricolo e dell'autotrasporto.

«La mobilitazione degli agricoltori e degli autotrasportatori non può essere considerata una semplice vertenza di settore, né la protesta isolata di chi guida un trattore o un mezzo pesante. È un allarme economico e sociale che riguarda l'intera Calabria, perché dalle difficoltà di chi produce e di chi trasporta derivano conseguenze che arrivano direttamente sulle tavole e sui bilanci delle famiglie», afferma Tomaino (QUI il nostro servizio realizzato questa mattina a Crotone).

Dalla terra alla tavola: «Alla fine paga chi compra»

Secondo CONFIAL Calabria, agricoltori, autotrasportatori, commercio e consumatori rappresentano anelli della stessa filiera. L'aumento dei costi di produzione e di trasporto, sostiene la Confederazione, può avere ricadute sull'intero sistema.

«Agricoltore, trasportatore, commercio e consumatore sono anelli della stessa catena. Oggi chi produce vede comprimersi i propri margini mentre aumentano energia, materie prime e costi di produzione; l'autotrasporto deve sostenere costi di carburante e gestione sempre più pesanti; alla fine, una parte di questi aumenti arriva inevitabilmente sul prezzo pagato dalle famiglie».

Da qui la richiesta di affrontare la questione non soltanto come problema di categoria.

«Il paradosso è evidente: chi produce fatica a ottenere una remunerazione adeguata, chi trasporta vede crescere i propri costi e chi acquista paga sempre di più. Quando non regge chi produce e non regge chi trasporta, alla fine paga chi compra. E quando aumentano i beni essenziali, il problema non è più soltanto agricolo o imprenditoriale: diventa un problema salariale e sociale».

Tutelare le produzioni calabresi e garantire una concorrenza equa

Un altro tema sollevato dalla CONFIAL riguarda la concorrenza sui mercati e le differenze tra i diversi sistemi produttivi internazionali, con particolare riferimento agli standard ambientali, sanitari e del lavoro.

«Alle nostre aziende vengono giustamente richiesti standard elevati in materia ambientale, sanitaria, di sicurezza e tutela del lavoro. Occorre però garantire condizioni di concorrenza il più possibile equilibrate e assicurare ai consumatori informazioni chiare sull'origine e sulla provenienza dei prodotti».

Per Tomaino, la tutela delle produzioni italiane e calabresi passa anche dalla capacità di consentire alle imprese di rimanere sul mercato.

«Difendere il Made in Italy e le eccellenze calabresi significa prima di tutto mettere chi produce nelle condizioni di continuare a produrre, investire e creare lavoro».

«La Regione apra un tavolo vero»

La Confederazione chiede quindi alla Regione Calabria l'apertura di un confronto istituzionale che coinvolga le rappresentanze del mondo agricolo, dell'autotrasporto, del lavoro e delle filiere interessate.

«Serve un tavolo vero, non una passerella. Un luogo nel quale affrontare concretamente costi energetici e carburanti, remunerazione dei produttori, infrastrutture e logistica, tutela delle produzioni calabresi, trasparenza delle filiere e ricadute sui prezzi pagati dai consumatori».

Tomaino richiama inoltre il ruolo della rappresentanza e la necessità, secondo CONFIAL Calabria, di trasformare le difficoltà segnalate dai lavoratori e dalle imprese in proposte e confronto istituzionale.

«Il disagio non può essere burocratizzato. La rappresentanza ha senso se riesce a trasformare i problemi che nascono dal basso in confronto, proposta e, soprattutto, risultati concreti».

Una campagna regionale di informazione

La CONFIAL Calabria annuncia infine una campagna regionale di informazione e sensibilizzazione sul rapporto tra produzione agricola, trasporto, prezzi e potere d'acquisto.

L'obiettivo dichiarato è portare la discussione oltre gli addetti ai lavori e coinvolgere anche i cittadini.

«Vogliamo che questa discussione esca dai soli tavoli degli addetti ai lavori. Difendere il lavoro nei campi e la dignità di chi trasporta le merci significa anche difendere il potere d'acquisto delle famiglie e l'economia della Calabria».

E conclude:

«La protesta dei trattori non riguarda soltanto chi è sui trattori. La protesta degli autotrasportatori non riguarda soltanto chi guida un camion. Riguarda tutti noi».

La CONFIAL Calabria fa sapere che porterà queste istanze nelle sedi istituzionali e che intende sostenere le iniziative finalizzate all'apertura di un confronto con le istituzioni e con le categorie interessate.

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