Crotone - Demolita la chiesetta di Fondo Gesù, resta da riqualificare l'area

Buttata giù nel febbraio 2024, la struttura punto di riferimento per il quartiere, lascia spazio a interrogativi sul futuro dell'area

A cura di Redazione
18 ottobre 2026 07:00
Crotone - Demolita la chiesetta di Fondo Gesù, resta da riqualificare l'area - Foto: Archivio Redazione
Foto: Archivio Redazione
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Crotone - A pochi giorni dal ricordo dell'alluvione che colpì la città, causando ingenti danni e vittime, il quartiere di Fondo Gesù, uno dei più colpiti dalla furia dell'Esaro, continua ad attendere interventi proprio ai margini di quel fiume che ha travolto strade, case e vite. Il pensiero va all'area in cui un tempo sorgeva la chiesetta di Fondo Gesù. A febbraio del 2024, le ruspe hanno abbattuto tutto (leggi qui), cancellando una struttura che per decenni aveva rappresentato un punto di riferimento per il quartiere. Da allora, quello spazio attende una nuova destinazione.

La demolizione della chiesetta e le ragioni dell'intervento

Sulla questione era intervenuto anche l'assessore all'Urbanistica Giovanni Greco, che aveva spiegato le ragioni della demolizione e illustrato le prospettive per l'area. «Nell’ambito del Piano di rigenerazione urbana che ha interessato il quartiere si è dovuto ottemperare anche alle previsioni del Piano Versace che ha individuato delle fasce di rispetto per il fiume Esaro». Il riferimento è alle opere parrocchiali troppo vicine al letto del corso d’acqua e «costruite senza le adeguate autorizzazioni su un’area sulla quale non potevano sorgere». «Quando è stato redatto il Piano di recupero urbano si è concertato con la Chiesa che a sue spese avrebbe demolito gli immobili», aveva dichiarato Greco.

Parole che avevano chiarito il quadro normativo e le ragioni alla base dell'abbattimento, ma che avevano anche aperto una prospettiva sul futuro. Perché, se la demolizione era necessaria per rispettare le prescrizioni legate alla sicurezza idraulica e alla pianificazione urbanistica, restava da capire quale sarebbe stata la nuova funzione di quello spazio, in un quartiere che porta ancora i segni della devastante alluvione del 1996.

Il Parco fluviale, l'ipotesi per il futuro dell'area

Sul futuro dell'area, l'assessore aveva parlato di diverse ipotesi di valorizzazione, indicando nel Parco fluviale una delle prospettive più ambiziose. « Nell’ambito dei Fis - aveva detto -, abbiamo anche realizzato uno studio di prefattibilità». Un progetto che, almeno nelle intenzioni, potrebbe restituire valore a una zona strategica della città, trasformando un'area oggi priva della sua precedente funzione in uno spazio capace di dialogare con il fiume e con il quartiere. Eppure, a distanza di tempo dalla demolizione, il futuro resta ancora da definire concretamente. L'area è lì, in attesa di una nuova destinazione, mentre Fondo Gesù continua a fare i conti con una ferita che non riguarda soltanto il passato, ma anche il presente.

Una ferita nella memoria di Fondo Gesù

La vicenda della chiesetta, del resto, non è soltanto una questione urbanistica. Tra quelle mura è passata la storia di intere generazioni. Celebrazioni, matrimoni, catechismo, momenti di aggregazione e di solidarietà. La struttura era stata un riferimento per la comunità parrocchiale del Santissimo Salvatore, nata grazie all'impegno dei sacerdoti della Pia Società San Gaetano, che hanno prestato servizio a Crotone fin dal 1963. Anche dopo l'alluvione del 1996, quando l'acqua dell'Esaro aveva invaso il quartiere, la chiesa e l'oratorio erano stati rimessi in piedi grazie all'impegno dei religiosi e degli abitanti. Una storia fatta di fede, sacrificio e appartenenza, che oggi sopravvive nei ricordi di chi ha vissuto quel luogo.

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