Crotone - San Michele Arcangelo, il questore Panvino: «Difendere la legalità senza perdere l’umanità»

Alla Chiesa della Madonna del Rosario la celebrazione per San Michele Arcangelo. Il questore: «La Polizia di Stato è di tutti i cittadini»

A cura di Redazione
29 settembre 2026 12:00
Crotone - San Michele Arcangelo, il questore Panvino: «Difendere la legalità senza perdere l’umanità» - Foto: Redazione
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CROTONE – La Chiesa della Madonna del Rosario di Crotone ha ospitato la celebrazione religiosa in occasione della solennità di San Michele Arcangelo, patrono della Polizia di Stato. Un momento di raccoglimento e di riflessione che ha riunito rappresentanti delle istituzioni civili, militari e religiose, insieme alle donne e agli uomini della Polizia di Stato, ai loro familiari, ai rappresentanti sindacali e ai cittadini.

Alla celebrazione erano presenti, tra gli altri, Don Alberto, il Vicario prefettizio Ester Libertini, il sindaco di Crotone Vincenzo Voce, il cappellano Don Ezio, oltre ai rappresentanti delle autorità civili, militari e religiose del territorio.

Al termine della celebrazione, il questore di Crotone Renato Panvino ha rivolto un intervento nel quale ha richiamato il significato più profondo della ricorrenza e del servizio svolto quotidianamente dalla Polizia di Stato.

«Ci ritroviamo nella Chiesa del Santo Rosario per rinnovare non soltanto la tradizione ma soprattutto il significato più profondo del nostro essere al servizio della comunità», ha sottolineato Panvino, richiamando la figura di San Michele Arcangelo, difensore del bene e simbolo della lotta contro il male.

Il questore ha collegato questa figura alla missione quotidiana della Polizia: difendere la legalità, tutelare i più deboli, proteggere le persone e garantire a tutti la possibilità di vivere liberi e sicuri, così da poter realizzare i propri progetti.

Panvino ha quindi posto l'accento sul valore della legalità, spiegando come essa non possa essere considerata soltanto come il rispetto formale delle leggi.

«La legalità è una cultura, è rispetto della dignità di ogni persona. È il rispetto delle Istituzioni e dei diritti, è la consapevolezza che la libertà di ciascuno trova la propria tutela nella libertà degli altri», ha affermato.

Da qui il richiamo al ruolo della Polizia di Stato come istituzione al servizio dell'intera comunità: «La Polizia di Stato non è di qualcuno, non è di una parte, non è di una categoria. La Polizia di Stato è di tutti i cittadini».

Una vicinanza che, secondo Panvino, deve tradursi nei gesti concreti di ogni giorno: «Essere poliziotti significa assumersi ogni giorno una responsabilità verso queste persone, una responsabilità che non si misura soltanto nei grandi risultati investigativi, ma anche nei gesti quotidiani: una parola di conforto, un intervento tempestivo, una porta aperta, un ascolto attento».

«La nostra divisa rappresenta l'Autorità dello Stato ma prima ancora deve rappresentare la vicinanza dello Stato alle persone», ha aggiunto il questore, sottolineando come il contrasto all'illegalità debba essere accompagnato dalla capacità di non perdere mai di vista l'umanità delle persone.

Nel suo intervento Panvino ha poi ricordato un episodio avvenuto pochi giorni prima nel centro urbano di Crotone, quando alcuni poliziotti hanno fermato un uomo extracomunitario senza fare ricorso alle armi, nonostante gli stessi operatori fossero rimasti feriti. Gli agenti, ha ricordato il questore, hanno inoltre protetto l'uomo dal rischio di un linciaggio da parte dei cittadini.

Un episodio che, nelle parole di Panvino, rappresenta concretamente il senso dell'azione delle Istituzioni e del rispetto della legalità anche nelle situazioni più difficili.

«La forza delle Istituzioni non risiede soltanto nei poteri che la legge affida loro ma nella fiducia che i cittadini ripongono nelle istituzioni», ha detto il questore, aggiungendo: «Quella fiducia, noi tutti dobbiamo conquistarla ogni giorno».

In conclusione, il pensiero è andato agli uomini e alle donne che hanno servito la Polizia di Stato prima delle generazioni attuali e, soprattutto, a quanti hanno perso la vita nell'adempimento del proprio dovere.

«Ai nostri caduti va la nostra riconoscenza più profonda. Alle loro famiglie va il nostro abbraccio e la certezza che il loro sacrificio non verrà mai dimenticato», ha concluso Panvino, prima del saluto: «Viva San Michele Arcangelo, viva la Polizia di Stato, viva l'Italia».

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