Crotone senza benzina, distributori a secco mentre la protesta va avanti
Distributori a secco nel Crotonese, tir e trattori nei punti strategici della regione. Lunedì 19 e martedì 20 ottobre giornate decisive per la mobilitazione: atteso il confronto istituzionale con il ministro Salvini
A Crotone i distributori di carburante sono ormai a secco e trovare benzina o gasolio è diventato un problema per gli automobilisti. L'emergenza si inserisce in una mobilitazione che coinvolge l'intera Calabria, con autotrasportatori e agricoltori in presidio lungo le principali arterie stradali, contro il caro carburanti e l'aumento dei costi di gestione delle attività produttive.
Le scorte di numerosi impianti del Crotonese erano già terminate nei giorni scorsi, dopo le lunghe file registrate tra Crotone, Cirò Marina e gli altri centri della provincia. La corsa al rifornimento ha accelerato l'esaurimento delle disponibilità, mentre le difficoltà nelle consegne e il fermo degli autotrasportatori alimentano l'incertezza sui tempi necessari per il ritorno alla normalità.
Le ripercussioni rischiano inoltre di estendersi ai servizi pubblici. Akrea, la società che gestisce i servizi di igiene urbana a Crotone, ha già segnalato possibili disagi per la raccolta dei rifiuti e per alcune attività, legati alle difficoltà di rifornimento dei mezzi e alla viabilità. L'azienda ha indicato come priorità i servizi destinati alle utenze sensibili e la raccolta porta a porta nelle zone servite.
La mobilitazione interessa anche il Catanzarese, con presidi nell'area dell'aeroporto di Lamezia Terme, a Vena di Maida, Caraffa, San Floro e Falerna. Quest'ultima località è particolarmente delicata per i collegamenti autostradali: nelle prime fasi della protesta sono state segnalate chiusure delle rampe dello svincolo dell'A2, con conseguenze sulla circolazione e indicazioni per gli automobilisti diretti verso la zona. <Cite refs={["turn757622search0","turn561954news4"]}/>
A Lamezia Terme la difficoltà riguarda anche la disponibilità di carburante presso gli impianti di distribuzione. Le criticità nelle consegne si sommano alla domanda cresciuta dopo le notizie sull'esaurimento delle scorte in altre aree della regione. Il fermo dei mezzi pesanti, se accompagnato da ulteriori ostacoli alla distribuzione, può prolungare i tempi necessari per ripristinare le normali forniture.
Cosenza, tir fermi lungo la Statale 18 e nell'area di Rende
Anche il Cosentino è interessato da una rete di presidi che tocca il Tirreno e l'area urbana. I punti segnalati comprendono Santa Maria del Cedro, Tortora, Acquappesa, San Lucido e Guardia Piemontese, lungo la Statale 18, oltre ai collegamenti tra Sibari, Frascineto e Villapiana e all'area Montalto Uffugo-Cosenza Nord-Rende.
La presenza dei mezzi pesanti può determinare rallentamenti, soprattutto nei nodi di accesso all'autostrada e lungo le strade utilizzate per il trasporto delle merci. Anche nel Cosentino sono state segnalate difficoltà nei rifornimenti e il rischio di ripercussioni sulle attività quotidiane e sui servizi locali. La protesta calabrese si sviluppa in un quadro di mobilitazione che coinvolge tutte le province, dal porto di Gioia Tauro agli svincoli autostradali, passando per le principali direttrici della costa ionica e tirrenica. Le categorie chiedono interventi sul costo del carburante e condizioni economiche che consentano alle imprese di continuare a lavorare senza accumulare perdite.
Lunedì 19 e martedì 20 ottobre: cosa può succedere
Le prossime 48 ore saranno decisive per capire se la mobilitazione potrà rientrare oppure proseguirà anche oltre la scadenza annunciata.
Lunedì 19 ottobre i presidi sono destinati a proseguire, mentre gli autotrasportatori attendono risposte alle richieste presentate alle istituzioni. Dal Crotonese è arrivato anche l'avvertimento che, in assenza di riscontri concreti, la protesta potrebbe essere trasferita a Roma, con iniziative davanti alle sedi istituzionali.
Martedì 20 ottobre è invece la data indicata per la conclusione del fermo regionale. Ma la fine della protesta non è ancora una certezza: secondo quanto riferito all'ANSA dal coordinatore regionale di Fedralog, Mario Pansini, una delegazione della federazione è stata convocata per martedì alle ore 15 a un tavolo istituzionale a Milano, su iniziativa del ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti Matteo Salvini. La decisione sul futuro delle manifestazioni sarà valutata anche in base all'esito dell'incontro.
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