Crotone - Sette proposte del Comitato per rilanciare il centro storico

Dal ritorno dei residenti agli incentivi per il commercio, decoro e sicurezza. Chiesto al Comune un tavolo permanente per la rigenerazione della zona

A cura di Redazione
12 ottobre 2026 13:00
Crotone - Sette proposte del Comitato per rilanciare il centro storico - Foto: Redazione
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Crotone - Un piano in sette punti per rigenerare il centro storico di Crotone, riportando abitanti, attività commerciali e investimenti, affrontando il disagio abitativo e migliorando servizi, sicurezza e collegamenti. È la proposta avanzata dal Comitato Centro Storico Crotone, che si rivolge al sindaco Vincenzo Voce e agli assessori Giovanna Lamanna e Simona Ferraina, chiedendo all’Amministrazione comunale di avviare un percorso concreto per il rilancio del cuore antico della città.

«Un centro storico senza abitanti non si salva con i turisti»

Il Comitato parte da una considerazione: nonostante il valore storico e identitario del quartiere, negli anni si è assistito a un progressivo impoverimento, con edifici da recuperare, attività chiuse e strade sempre meno frequentate. «Non si tratta soltanto di edifici da recuperare, attività chiuse o strade poco frequentate, ma della perdita di quelle funzioni che rendono un quartiere realmente vissuto: abitare, lavorare, acquistare, incontrarsi e usufruire di servizi», si legge nel documento. Secondo il Comitato, turismo, cultura ed eventi rappresentano opportunità importanti, ma non possono essere l'unica risposta. «Non possiamo pensare soltanto a come portare persone nel centro storico per qualche ora, dobbiamo creare le condizioni perché tornino a viverci, lavorarci e investire».

Il gruppo ricorda inoltre di aver già chiesto, insieme a Confcommercio Calabria Centrale – Crotone, l'istituzione di un tavolo di lavoro dedicato al centro storico. Una richiesta alla quale, sottolinea il Comitato, non è ancora arrivato un riscontro. Da qui la decisione di presentare un documento con proposte articolate per affrontare le criticità del quartiere.

Agevolazioni per i residenti e recupero degli immobili

Tra le priorità indicate c'è il ritorno di una popolazione stabile nel centro storico. Il Comitato propone agevolazioni sui tributi comunali, a partire da IMU e TARI, per almeno tre-cinque anni, rivolte a chi trasferisce la residenza nel quartiere, recupera un immobile inutilizzato o avvia una nuova attività. L'obiettivo è favorire la riqualificazione degli edifici vuoti o sottoutilizzati e rimetterli sul mercato, anche attraverso il frazionamento delle grandi unità immobiliari, dove possibile. Famiglie, giovani, professionisti e lavoratori dovrebbero tornare a vivere stabilmente nel centro, contribuendo a ricostruire il tessuto sociale ed economico.

Un altro tema riguarda il disagio abitativo e il sovraffollamento. Il Comitato chiede verifiche sulle condizioni degli immobili, sulla regolarità delle locazioni e sulle eventuali responsabilità dei proprietari, soprattutto nei casi in cui molte persone vivano in spazi inadeguati. «Il problema non è la provenienza o la nazionalità di chi vi abita, ma chi affitta, cosa affitta, a quali condizioni e nel rispetto di quali regole», precisa il documento, sottolineando che la fragilità economica e sociale non deve diventare un'occasione di profitto attraverso sistemazioni inadeguate o irregolari. Viene inoltre chiesto di affrontare la questione dell'edilizia residenziale pubblica, verificando la disponibilità e le condizioni degli alloggi ed evitando la concentrazione di povertà e marginalità in poche aree del quartiere.

Commercio, lavoro ed eventi durante tutto l'anno

Il terzo punto riguarda il rilancio delle attività economiche nel centro storico. Per il Comitato, le saracinesche abbassate rappresentano una perdita non soltanto per il commercio, ma anche per i servizi e la vivibilità delle strade. La proposta è quella di introdurre incentivi per favorire l'apertura di botteghe, attività artigianali, ristoranti, studi professionali, imprese e iniziative culturali, recuperando i locali inutilizzati. Parallelamente, si punta ad attrarre anche marchi commerciali capaci di generare nuovi flussi di visitatori e consumatori. «Residenzialità e commercio devono procedere insieme: le persone generano economia e la presenza di attività e servizi rende a sua volta più attrattivo scegliere il centro storico come luogo nel quale abitare», evidenzia il Comitato.

Accanto al commercio, viene proposta una programmazione annuale di fiere, mercati tematici, musica, teatro, street art e appuntamenti culturali, superando una gestione legata soltanto a manifestazioni occasionali. Tra le idee figura anche un appuntamento stabile dedicato all'artigianato e alle produzioni creative, eventualmente accompagnato da un premio cittadino. Per gli eventi di maggiore portata si suggerisce inoltre il coinvolgimento di sponsor e operatori privati, attraverso collaborazioni tra pubblico e privato.

Decoro, sicurezza e collegamenti con il Castello e il lungomare

Il Comitato chiede che pulizia, raccolta dei rifiuti, illuminazione, manutenzione, sicurezza, accessibilità, mobilità, parcheggi e servizi siano inseriti in un programma organico di intervento. Si tratta di questioni già sollevate, insieme a Confcommercio, nell'ambito delle proposte per la rigenerazione urbana, la valorizzazione del patrimonio e l'attrazione di nuove attività. Nel documento viene richiamata anche la necessità di realizzare l'oasi felina, per rispondere alle esigenze legate alla gestione degli animali presenti sul territorio, al decoro e alla convivenza nel quartiere. Un'altra proposta riguarda il collegamento tra centro storico, Castello Carlo V e lungomare, da considerare come parti di un unico sistema urbano, culturale e turistico. Per raggiungere questo obiettivo, il Comitato suggerisce percorsi pedonali, segnaletica, illuminazione, arredo urbano e una programmazione coordinata.

Fondi e incentivi per trasformare le proposte in interventi

Per il Comitato, la rigenerazione non deve partire da zero. Il documento richiama le risorse e gli strumenti già disponibili, dalle opportunità legate alla rigenerazione urbana e alle aree ZES fino ai programmi nazionali e regionali per l'imprenditorialità, la cultura, il turismo, la ricettività e l'occupazione. Tra le misure citate figurano quelle del Ministero della Cultura e di Invitalia, Cultura Crea, Resto al Sud 2.0 e ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero, oltre agli strumenti regionali per la ricettività, i B&B, la riqualificazione degli immobili e le nuove assunzioni. Al Comune viene attribuito un ruolo di coordinamento e accompagnamento, per aiutare cittadini, proprietari e aspiranti imprenditori a conoscere e utilizzare le opportunità disponibili, mettendo a sistema risorse diverse in una strategia comune.

La richiesta di un tavolo permanente: «Non solo un elenco di problemi»

Il documento si chiude con la richiesta di istituire un tavolo permanente e operativo per il centro storico, coinvolgendo Amministrazione comunale, residenti, commercianti, proprietari, associazioni, professionisti e operatori culturali e turistici. Per le questioni sociali e abitative, il Comitato propone inoltre la partecipazione degli uffici competenti, della Polizia Locale e dei soggetti responsabili dell'edilizia residenziale pubblica. Il tavolo, secondo la proposta, dovrà individuare per ogni intervento priorità, tempi, responsabilità, strumenti amministrativi e fonti di finanziamento, verificando concretamente i risultati raggiunti.

«Non serve un altro luogo nel quale limitarsi a elencare problemi già conosciuti, ma uno strumento capace di trasformare le proposte in azioni e verificarne la realizzazione», si legge nel documento. La conclusione del Comitato riassume il senso dell'iniziativa: «Rigenerare il centro storico significa ricostruire una comunità». È da questa prospettiva che il gruppo chiede di avviare una nuova fase di confronto con l'Amministrazione, per restituire al cuore antico di Crotone una funzione centrale nella vita economica, sociale e culturale della città.

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