Crotone - Stagione balneare iniziata ma stabilimenti ancora chiusi

Adempimenti onerosi, carenza di personale e scarsa domanda, i lidi attendono la vera estate per l'apertura

A cura di Redazione
01 maggio 2026 09:00
Crotone - Stagione balneare iniziata ma stabilimenti ancora chiusi - Foto: Redazione
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Crotone - La stagione balneare parte oggi ma a Crotone gli stabilimenti attenderanno il vero inizio dell’estate. Come ogni anno, nonostante l’ampliamento della finestra temporale (dal primo maggio al 31 ottobre), i lidi preferiscono rimandare l’apertura, considerando che gli adempimenti sono troppi rispetto a una domanda ancora debole. Una scelta insomma dettata da motivazioni pratiche ed economiche, oltre che da un contesto turistico che fatica a decollare nei mesi primaverili. Diciamo la verità: per i crotonesi il mare inizia a giugno e i turisti pronti a riversarsi sulla costa, perlopiù crocieristi, non sono abbastanza numerosi.

A spiegare la situazione è Luca Manica, coordinatore del SIB Confcommercio Calabria Centrale, che chiarisce subito uno dei principali nodi: «Dal primo maggio, se tu apri, devi essere coperto al 100% con i servizi di salvataggio». Un obbligo che comporta costi e organizzazione non indifferenti, soprattutto in un periodo in cui la domanda è ancora limitata. Non è infatti più possibile neanche accogliere bagnanti per elioterapia senza bagnini. E prorpio il personale qualificato è in questo momento anche difficile da reperire visto che molti corsi per i nuovi assistenti termineranno tra il 7 e l'8 giugno.

«Per Crotone non è ancora estate»

A incidere è poi la scarsa presenza di utenti. «Per Crotone non è estate», afferma il coordinatore, evidenziando come il turismo locale non basti a sostenere i costi di gestione in primavera. I crotonesi, infatti, tendono a frequentare le spiagge soprattutto nei fine settimana tra maggio e giugno, mentre il vero afflusso si registra solo con l’arrivo della stagione estiva. Nemmeno il traffico crocieristico riesce a invertire la tendenza. «Non è un flusso che può giustificare un’apertura di stabilimento balneare – spiega Manica – parliamo di presenze di tre o quattro ore, con numeri limitati». Una presenza utile in termini di immagine, ma insufficiente dal punto di vista economico.

La situazione in altre aree della Calabria

Diversa la situazione in altre aree della Calabria, dove alcuni stabilimenti iniziano ad aprire già tra fine aprile e metà maggio. Nel crotonese, invece, la linea resta prudente pur non escludendo iniziative isolate. L’apertura diffusa, come da tradizione, è attesa intorno ai primi di giugno.

«Abbiamo bisogno di un altro turismo»

Alla base del problema, però, secondo il coordinatore, c’è una questione più ampia e strutturale: «Non è aprendo un lido l’1 maggio che noi spostiamo i flussi turistici». Senza una strategia efficace di attrazione, anticipare o posticipare la stagione rischia di essere inutile. Manica punta il dito sulla necessità di investire in un turismo capace di generare ricadute reali sul territorio: «Il turista è quello che arriva dall’aeroporto e staziona uno o due giorni, va a dormire e frequenta i ristoranti. Noi abbiamo bisogno di quel tipo di turismo».

In questo senso, il tema dei collegamenti resta centrale: «L’aeroporto è un’arma e una strategia vincente», ribadisce, pur denunciando una gestione spesso legata a dinamiche politiche e contingenti. Intanto, mentre la stagione balneare prende ufficialmente il via, le spiagge crotonesi restano in attesa dell’estate vera. Quella che, come ogni anno, arriva con il caldo di giugno.

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