Crotone, tra fischietti e trombette: i maturandi festeggiano i cento giorni

A Crotone auto in giro per la città, giacche e abiti eleganti, parrucchieri e ristoranti pieni: gli studenti celebrano i cento giorni tra festa e attesa della maturità

A cura di Redazione
13 marzo 2026 13:15
Crotone, tra fischietti e trombette: i maturandi festeggiano i cento giorni -
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A Crotone si sentono già. Sempre più insistenti. Sono i fischietti, le trombette, i clacson delle auto che sfilano per le vie della città. È il segnale inconfondibile che i “cento giorni” sono arrivati davvero. Quest’anno la data è fissata al 10 marzo, e l’atmosfera della festa continua a riempire le strade e i racconti dei maturandi. Una tradizione che ogni anno si rinnova con rituali scaramantici e un pizzico di nostalgia... anticipata.

Tutto comincia presto, prestissimo. La mattina dei cento giorni a Crotone non ha niente della calma di una giornata normale. Le prime luci dell’alba trovano già ragazzi in giacca e cravatta che si preparano davanti allo specchio, mentre le ragazze indossano gli abiti scelti da settimane, quelli “più belli”, quelli che resteranno nelle foto di un giorno che segna l’inizio del conto alla rovescia verso la maturità.

Poi arrivano le auto. Tante. Con i finestrini abbassati, la musica alta e le trombette che risuonano per le strade. I giri della città diventano quasi un rito collettivo: dalla scuola, poi in Piazza e poi dalle periferie, gruppi di studenti attraversano Crotone salutando amici, compagni di scuola e passanti incuriositi. È il momento in cui la città si accorge che la maturità si avvicina, ma soprattutto che una generazione di ragazzi sta vivendo uno dei passaggi più importanti della propria vita.

Il momento centrale della giornata resta il pranzo. I ristoranti della città si riempiono di tavolate rumorose, brindisi e fotografie. Piatti che arrivano uno dopo l’altro, risate che coprono la musica, bicchieri alzati per celebrare un momento che è festa ma anche promessa: quella di arrivare insieme alla fine di un percorso iniziato anni prima tra i banchi di scuola.

Dietro l’allegria dei cento giorni ci saranno le notti passate a studiare, i libri aperti fino a tardi, le interrogazioni, le simulazioni d’esame, l’ansia e la voglia di farcela.

Mentre le auto continuano a girare per la città tra clacson e fischietti, qualcuno già pensa alla prossima notte sui libri, con l’esame sempre più vicino.

(Foto di Archivio)

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