Crotone tra i capoluoghi con più nuovi nati, ma il calo delle nascite preoccupa

Il potenziale demografico deve fare i conti con la mancanza di servizi e supporti per le famiglie

A cura di Redazione
19 maggio 2026 13:00
Crotone tra i capoluoghi con più nuovi nati, ma il calo delle nascite preoccupa - Foto: Redazione
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Crotone - In Italia l’“inverno demografico” continua a manifestarsi con forza, con un calo delle nascite che non accenna a fermarsi. Secondo i dati provvisori Istat, nel 2025 i nuovi nati sono stati circa 355mila, pari a 6 ogni mille abitanti, con una contrazione del -3,9% rispetto al 2024. Rispetto al picco del 2008, la riduzione complessiva supera il 38%.

Questo fenomeno, come riporta anche un'indagine di Openpolis, non rispecchia una semplice scelta di vita delle coppie, ma è legato a fattori strutturali: meno donne in età fertile, allungamento dei tempi di formazione, precarietà lavorativa, difficoltà di accesso alla casa e nuovi carichi di cura per genitori anziani. In particolare, nel 2025 il tasso di fecondità è sceso a 1,14 figli per donna, il minimo storico, lontano dalla soglia di ricambio generazionale di 2,1 figli.

Crotone tra i comuni più virtuosi del Sud

Nonostante il calo generale, Crotone si distingue tra i comuni capoluogo del Sud, con un tasso di natalità pari a 7,8 nuovi nati ogni mille abitanti nel 2022, superiore alla media nazionale. Solo città come Catania (8,5) e Andria (8) hanno registrato valori più alti, mentre altre realtà, soprattutto in Sardegna, mostrano tassi molto più bassi. Questo dato evidenzia che, pur in un contesto nazionale di forte declino demografico, Crotone conserva un potenziale demografico superiore alla media, che può diventare un punto di partenza per politiche locali di sostegno alla genitorialità e ai servizi per l’infanzia.

Servizi, sostegno e opportunità per invertire la rotta

Secondo le rilevazioni Istat, uno dei principali freni alla natalità è la mancanza di servizi e supporti per le famiglie, come asili nido e strutture di prima infanzia. Inoltre, fattori economici e lavorativi incidono fortemente: circa un terzo delle coppie segnala problemi economici e quasi il 10% ritiene di non avere condizioni lavorative adeguate per accogliere un figlio. Gli studi mostrano che investire in servizi per l’infanzia, agevolazioni economiche e politiche abitative può contribuire a rallentare il calo delle nascite e a sostenere concretamente la genitorialità, anche in contesti urbani come Crotone.

Il futuro demografico passa dalle politiche locali

Se la tendenza nazionale preoccupa, il caso di Crotone indica che interventi mirati e territoriali possono fare la differenza. Valorizzare i servizi per l’infanzia, sostenere economicamente le famiglie e creare reti di supporto sociale potrebbe non solo frenare il declino, ma anche rafforzare la comunità locale.

In una città con un potenziale demografico ancora solido, le politiche pubbliche integrate rappresentano la chiave per trasformare i dati positivi in un vero sostegno alla crescita e alla qualità della vita dei cittadini.

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