Crotone verso le elezioni, quanto peserà il silenzio dell’astensionismo?

Nel 2020 l'affluenza resse grazie a 600 candidati, oggi la sfida è più dura

A cura di Redazione
18 aprile 2026 07:00
Crotone verso le elezioni, quanto peserà il silenzio dell’astensionismo? - Foto: Redazione
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Crotone - Crotone si avvicina alle prossime elezioni amministrative con un clima ancora tutto da definire, tra candidature ormai in campo e altre che potrebbero aggiungersi nei prossimi giorni. Ma più dei nomi e degli schieramenti a incuriosire è un altro dato: la partecipazione al voto.

Lo scenario nel 2020

Nel 2020 la città aveva già mostrato un quadro frammentato. L’affluenza al primo turno fu abbastanza alta: i votanti furono 33.999, pari al 67,91% degli aventi diritto, percentuale che si abbassò ma non di molto al ballottaggio quando i crotonesi che si recarono alle urne furono 25.921, una percentuale di poco superiore al 50% (51,77%). Al primo turno il centrodestra, guidato da Antonio Manica, ottenne 13.787 voti pari al 41,6%, seguito da Vincenzo Voce con 12.003 voti (36,2%) sostenuto da liste civiche. Più distaccata l’area progressista di Danilo Arcuri (17,3%) e il Movimento 5 Stelle con il candidato Andrea Correggia fermo al 4,9%. In quella tornata elettorale furono presentate 20 liste complessive: 10 nel centrodestra, 4 per Voce, 5 per Arcuri e 1 per il M5S. Il ballottaggio, però, ridisegnò completamente lo scenario politico. Vincenzo Voce venne eletto sindaco con 16.434 voti, mentre Antonio Manica si fermò a 9.265 consensi. Un passaggio che evidenzia come la sfida finale, libera dalla pressione dei candidati consiglieri, possa incidere in modo decisivo anche sulla mobilitazione dell’elettorato.

Cosa potrebbe accadere oggi

Oggi lo scenario si presenta nuovamente rimescolato. Vincenzo Voce ha confermato la ricandidatura e si presenta con circa sei liste di cui due di partito: Forza Italia e Fratelli d’Italia. Sul fronte opposto Giuseppe Trocino potrebbe arrivare a sei liste, con l’ultimo ingresso dei fuoriusciti dal centrodestra, mentre Fabrizio Meo si presenta al momento con una sola lista. Non si esclude inoltre l’ingresso di un’altra candidatura, quella di Vito Barresi. Numeri che, rispetto al 2020, segnano una evidente riduzione del numero complessivo di candidati, che passano da più di seicento (nel 2020) a meno di quattrocento, elemento questo che potrebbe incidere anche sulla capacità di mobilitazione dei diversi schieramenti. In parallelo, il Movimento 5 Stelle si presenta, per la prima volta in città, in alleanza con il Partito Democratico, costruendo il campo largo di respiro nazionale.

Il nodo "astensionismo" in Parlamento

In Parlamento, intanto, resta aperto il dibattito sull’affluenza e sulla partecipazione al voto, con ipotesi di riforma che arrivano a ipotizzare anche una soglia del quorum al 40% per alcune consultazioni, segnale di una crescente attenzione al tema dell’astensionismo. A Crotone, infatti, il vero nodo resta proprio questo: quanti cittadini si recheranno alle urne? Il rischio astensione è considerato uno dei fattori più rilevanti considerando le percentuali degli ultimi anni, anche se il dato sul referendum potrebbe essere indicativo di una ripresa della partecipazione alla vita politica da parte dei cittadini. Le prossime date saranno decisive: venerdì 24 è prevista la presentazione ufficiale delle liste, passaggio che darà una prima fotografia definitiva della competizione. Ma sarà soprattutto il confronto tra primo e secondo turno, se ci dovesse essere, a determinare la reale dimensione della partecipazione. Nel 2020 fu proprio il ballottaggio a definire l’esito finale e a mostrare quanto il coinvolgimento degli elettori possa cambiare gli equilibri. In questo scenario quanto forte sarà la voce della città alle urne?

Dati e percentuali su https://elezioni.interno.gov.it/

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