Cutro - In un bene confiscato una storia di riscatto dalla ’ndrangheta
Al Cela la presentazione del libro "Un’altra pelle. La scelta di Salvatore Cortese, ex killer della ‘ndrangheta che ha spezzato l’omertà"
Cutro - Martedì 18 agosto, alle ore 18.00, presso il CELA di San Leonardo di Cutro, bene confiscato alla ’ndrangheta, sarà presentato il volume Un’altra pelle. La scelta di Salvatore Cortese, ex killer della ‘ndrangheta che ha spezzato l’omertà, scritto dal giornalista Antonio Anastasi. L’iniziativa è promossa dal Dipartimento di Culture, Educazione e Società (DiCES) dell’Università della Calabria, in collaborazione con il WWF Crotone, in un luogo dal forte valore simbolico: un bene sottratto alla criminalità organizzata e restituito alla collettività come spazio di cultura, educazione e impegno civile.
Gli interventi e il confronto con l’autore
Ad aprire l’incontro sarà Paolo Asteriti, presidente del WWF Crotone. Seguiranno gli interventi del Procuratore Capo della Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, Salvatore Curcio, e di Giancarlo Costabile, docente di Pedagogia dell’Antimafia dell’Università della Calabria. A moderare il confronto sarà il giornalista Simone Puccio. Sarà presente anche l’autore Antonio Anastasi, che dialogherà con il pubblico sul percorso che ha portato alla nascita del libro e sui temi affrontati nel volume.
La storia di Salvatore Cortese e il valore del cambiamento
Un’altra pelle racconta la vicenda di Salvatore Cortese, ex appartenente alla ’ndrangheta che ha scelto di interrompere il proprio passato criminale, collaborando con la giustizia e rompendo il muro dell’omertà. Attraverso una narrazione rigorosa e intensa, il libro affronta temi centrali come la responsabilità personale, la possibilità del cambiamento, il valore della verità e il ruolo dello Stato nel contrasto alle mafie.
La Pedagogia dell’Antimafia come strumento di crescita civile
La presentazione si inserisce nel percorso di Pedagogia dell’Antimafia promosso dall’Università della Calabria, che da anni sviluppa attività di ricerca, formazione e terza missione dedicate alla costruzione di una cultura della legalità costituzionale e della cittadinanza responsabile. Il confronto tra magistrati, giornalisti, studiosi e testimoni rappresenta uno strumento fondamentale per favorire una riflessione critica sui fenomeni mafiosi e sulle possibilità di riscatto individuale e collettivo.
Un incontro tra giustizia, educazione e impegno civile
La presenza del procuratore Salvatore Curcio, impegnato in prima linea nel contrasto alla criminalità organizzata, offrirà un’importante occasione di approfondimento sul rapporto tra azione giudiziaria, tutela delle istituzioni democratiche e responsabilità educativa.
Il contributo della Pedagogia dell’Antimafia sottolineerà inoltre come la lotta alle mafie non possa limitarsi alla repressione, ma richieda un investimento costante nella formazione delle coscienze, nella diffusione della cultura dei diritti e nella partecipazione civica.
Il CELA di San Leonardo di Cutro, simbolo di rinascita
La scelta del CELA di San Leonardo di Cutro, bene confiscato alla ’ndrangheta, conferisce all’iniziativa un ulteriore significato simbolico: un luogo che dimostra concretamente come i patrimoni sottratti alle organizzazioni criminali possano trasformarsi in spazi di libertà, educazione e rinascita civile. L’incontro è aperto alla cittadinanza e rappresenta un momento di riflessione collettiva sul valore della giustizia, della memoria e della responsabilità, riaffermando il ruolo dell’università come presidio culturale e civile al servizio del territorio e della democrazia.
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