Docenti fuorisede, il CNDDU lancia l’allarme sui rincari e sull’inflazione
Pesavento: "Affrontare subito i costi di alloggio e trasporti per garantire retribuzioni dignitose e pari opportunità su tutto il territorio"
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani richiama l’attenzione del Ministro dell’Istruzione e del Merito, Giuseppe Valditara, sulla condizione economica dei docenti di ruolo fuorisede che prestano servizio nelle regioni del Centro-Nord, alla luce dei più recenti dati ufficiali sull’andamento dei prezzi al consumo.
Secondo le stime provvisorie diffuse dall’ISTAT per il mese di febbraio, l’inflazione su base annua è risalita all’1,6% (dal +1% del mese precedente), mentre su base mensile si registra un incremento dello 0,8%, il doppio rispetto al +0,4% di gennaio. Ancora più significativo è l’andamento del cosiddetto “carrello della spesa”, che comprende beni alimentari, per la cura della casa e della persona, cresciuto del 2,2% su base annua (dal +1,9% di gennaio). L’inflazione di fondo, al netto degli energetici e degli alimentari freschi, è salita dal +1,7% al +2,4%, mentre quella al netto dei soli beni energetici è passata dal +1,9% al +2,5%.
Ma il dato più allarmante riguarda proprio le voci che incidono direttamente sulla condizione dei docenti di ruolo fuorisede: i servizi relativi all’alloggio registrano un incremento del +10,3% su base annua; i servizi di trasporto segnano un +3%; gli alimentari non lavorati crescono del +3,6%. Non si tratta di aumenti marginali o episodici, bensì di variazioni che colpiscono spese strutturali e incomprimibili per chi vive lontano dalla propria residenza anagrafica.
Per un docente di ruolo che percepisce uno stipendio netto medio che spesso oscilla tra i 1.500 e i 1.800 euro mensili, un canone di locazione che può superare i 700–900 euro nelle aree urbane del Centro-Nord, soggetto ad adeguamenti indicizzati all’inflazione, rappresenta già oggi una quota estremamente significativa del reddito disponibile. Se a ciò si aggiungono i rincari dei trasporti, delle utenze e del paniere alimentare, la perdita reale di potere d’acquisto assume proporzioni tali da incidere sulla sufficienza della retribuzione stessa.
Le associazioni dei consumatori stimano che l’impatto medio dell’inflazione comporti per una famiglia un aggravio annuo di circa 327 euro, di cui 166 euro solo per alimentari e bevande. Per un docente di ruolo fuorisede, tuttavia, il peso effettivo è superiore, poiché si cumula al costo dell’abitare e alla mobilità interregionale. La mobilità professionale, necessaria a garantire la copertura delle cattedre e la continuità didattica nelle regioni a maggiore fabbisogno, si trasforma così in un onere economico individuale permanente.
Il CNDDU ritiene che questa situazione sollevi una questione di rilievo costituzionale. L’articolo 36 della Costituzione garantisce una retribuzione proporzionata e sufficiente ad assicurare un’esistenza libera e dignitosa; l’articolo 3 impone alla Repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico che limitano l’uguaglianza sostanziale; l’articolo 97 richiama il principio di buon andamento dell’amministrazione. Quando l’inflazione colpisce in misura più intensa le spese necessarie per l’esercizio della funzione lavorativa, e tali costi gravano esclusivamente sul dipendente, si determina una disparità sostanziale tra docenti residenti e docenti di ruolo fuorisede, pur a parità di mansioni e responsabilità.
Alla luce di tali dati, il CNDDU rivolge al Ministro Valditara una proposta concreta e strutturale: introdurre, nell’ambito del rinnovo contrattuale e mediante apposita copertura normativa, un meccanismo stabile di compensazione territoriale per i docenti di ruolo fuorisede, parametrato agli indici ufficiali del costo dell’alloggio e dei servizi nelle aree di servizio, con aggiornamento automatico in relazione all’andamento inflattivo certificato dall’ISTAT. Una misura di questo tipo non rappresenterebbe un privilegio, ma un intervento correttivo volto a ristabilire l’equilibrio retributivo e a garantire l’effettività del diritto al lavoro in condizioni dignitose.
Parallelamente, si rende necessaria un’iniziativa istituzionale per favorire l’accesso a soluzioni abitative a canone calmierato destinate al personale scolastico di ruolo che presta servizio lontano dalla propria regione di origine, riconoscendo che, in presenza di un incremento del +10,3% dei servizi di alloggio, la questione abitativa diventa un fattore strutturale del sistema educativo.
Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani ritiene che i numeri parlino con chiarezza: inflazione al +1,6%, carrello della spesa al +2,2%, inflazione di fondo al +2,4%, alloggi al +10,3%. Dietro queste percentuali vi sono persone, famiglie, professionisti che garantiscono quotidianamente il diritto all’istruzione.
Ministro Valditara, intervenire oggi significa riconoscere che la mobilità territoriale del personale di ruolo non può tradursi in un impoverimento strutturale. Garantire condizioni economiche adeguate ai docenti fuorisede significa rafforzare la coesione nazionale, tutelare la dignità del lavoro pubblico e assicurare stabilità e qualità al sistema scolastico italiano.
Prof. Romano Pesavento - Presidente CNDDU
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