Ecoritmi Culturali: Magarìa ed Ettore Castagna chiudono il festival nel cuore della Sila

Sabato 2 e domenica 3 maggio, in località Granaro, gli ultimi appuntamenti all’insegna della memoria e della ricerca storica della tradizione calabrese

A cura di Redazione
27 aprile 2026 19:00
Ecoritmi Culturali: Magarìa ed Ettore Castagna chiudono il festival nel cuore della Sila - Foto Uff. Stampa Ecoritmi
Foto Uff. Stampa Ecoritmi
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Il festival “Ecoritmi Culturali” si avvia alla conclusione dopo il successo del concerto del Piccolo coro del Teatro Rendano di Cosenza, diretto da Maria Carmela Ranieri, che domenica 19 aprile si è esibito per la prima volta nel bosco della Sila, regalando al pubblico un’esperienza immersiva tra voci bianche e suoni della natura.

Sarà un ultimo weekend all’insegna della memoria e della tradizione quello in programma sabato 2 e domenica 3 maggio in Contrada Granaro, a Sorbo San Basile, dove laboratori ed eventi artistici chiuderanno il percorso promosso dall’Associazione Demetra con il co-finanziamento della Regione Calabria e il supporto di realtà locali.

Ad aprire il fine settimana sarà il laboratorio CreatiVita guidato dal regista Luca Mazzei, che attraverso il linguaggio teatrale e la creatività offrirà una lettura metaforica del concetto di vita. In serata, spazio allo spettacolo “Magarìa. Elegia di un mondo perduto”, con drammaturgia e costumi di Eliana Iorfida e regia di Francesco Gallelli: un viaggio tra sacro e profano che rievoca ritualità ancestrali sopravvissute tra la Calabria e il Nord Africa.

Domenica 3 maggio la chiusura sarà affidata al musicista e antropologo Ettore Castagna, protagonista prima di un laboratorio di costruzione di strumenti tradizionali e poi dello spettacolo Teatro/Canzone “Accussi mi ricordu”, un percorso sonoro tra chitarra battente, lira e memoria musicale.

“La natura e l'arte sono come due occhi appartenenti allo stesso sguardo che ha bisogno del linguaggio simbolico per evocare le sue suggestioni”, spiega Luca Mazzei, responsabile organizzativo del festival, sottolineando come la rassegna rappresenti un’esperienza capace di unire linguaggi artistici e ambiente. “Le performance non sono soltanto eventi, ma spazi esperienziali in cui la musica si intreccia ai suoni dell’ambiente”, aggiunge, raccontando l’essenza di un progetto che porta nuovi ritmi culturali nel cuore della Sila.

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