Il nuovo comandante dei Carabinieri Dario Pini: «A Crotone una sfida delicata»
Il nuovo comandante provinciale dei Carabinieri presenta la squadra dei nuovi ufficiali e indica le priorità: attenzione alle fasce deboli, giovani, scuole e contrasto alla criminalità organizzata
Crotone – «Ci inseriamo in un territorio particolarmente sensibile e delicato». È il punto di partenza del nuovo comandante provinciale dei Carabinieri di Crotone, Dario Pini, che si presenta alla città e illustra la squadra di ufficiali chiamata ad accompagnarlo nella nuova esperienza.
Nato a Vicenza, Pini è impegnato da diversi anni nel Sud Italia. Dopo il periodo di formazione, ha maturato una lunga esperienza in Sardegna, tra la compagnia di Lanusei e il nucleo investigativo di Cagliari, per poi passare in Campania, dove si è occupato di criminalità organizzata al nucleo investigativo di Torre Annunziata. Nel 2021 è arrivato in Calabria, prestando servizio al reparto operativo di Cosenza, quindi all'ufficio personale di Catanzaro.
Ora l'approdo al comando provinciale di Crotone, con una nuova squadra di ufficiali. Alla Compagnia di Crotone è arrivato il capitano Marco Mastrovito, che condivide con Pini l'esperienza del comando della compagnia di Lanusei. Mastrovito ha inoltre maturato esperienze nell'area di Genova, a San Pier d'Arena, e presso altri comandi dell'Arma, oltre a un periodo a Caserta, territorio segnato da importanti dinamiche di criminalità organizzata.
Nuovo comandante anche alla Compagnia di Petilia Policastro, affidata al capitano Gabriele Migliano. Il suo percorso nell'Arma è iniziato da maresciallo alla stazione di Grotte e Palma di Montechiaro, proseguendo al battaglione di Vibo Valentia e alla compagnia speciale. Ha inoltre lavorato presso l'ufficio personale della Legione Calabria, nella sezione avanzamento e documentazione. Da ufficiale ha comandato la tenenza di Isola Capo Rizzuto e la compagnia di Soveria Mannelli.
Alla Compagnia di Cirò Marina arriva invece il capitano Alessio Andolina, che ha maturato un'esperienza al comando di un plotone della scuola allievi di Reggio Calabria e un'importante formazione investigativa nell'area di Marano di Napoli, prima del nuovo incarico nel Crotonese.
«Ciascuno di noi raccoglie un'eredità pesante, un'eredità molto seria», ha sottolineato Pini, ricordando il lavoro svolto dai comandanti che li hanno preceduti. Una continuità che, nelle intenzioni del nuovo comandante provinciale, non deve però limitarsi alle tradizionali attività di prevenzione e repressione.
Uno dei concetti sui quali Pini ha insistito maggiormente è quello della prossimità. «È una funzione a me piuttosto cara», ha spiegato, indicando la necessità di mantenere l'Arma il più possibile a contatto con la popolazione e, in particolare, con le fasce più deboli.
Tra queste ci sono gli anziani, spesso vittime di truffe, vessazioni e abusi. «Vogliamo essere presenti anche su questi aspetti», ha detto Pini, sottolineando l'importanza di costruire un rapporto di fiducia con la cittadinanza.
Altro punto centrale saranno i giovani. L'obiettivo è rafforzare la presenza dell'Arma anche nelle scuole, non attraverso una logica di militarizzazione, ma per promuovere la cultura della legalità.
«Non perché le scuole debbano essere militarizzate – ha chiarito – e non perché necessariamente dobbiamo creare un volano per gli arruolamenti, ma per far percepire ai giovani il significato e l'importanza della cultura della legalità».
Per Pini, il rispetto delle regole significa garantire a tutti gli stessi diritti e la stessa libertà. Un messaggio particolarmente importante in un territorio dove la criminalità organizzata può incidere anche sui modelli culturali e comportamentali delle nuove generazioni.
«Vogliamo avvicinare i ragazzi», ha spiegato, preferendo un dialogo diretto e orizzontale, soprattutto negli istituti scolastici. L'obiettivo è offrire ai giovani «un'alternativa» rispetto ai modelli proposti dalla subcultura mafiosa e contribuire a mettere in discussione abitudini e schemi mentali consolidati.
Un'impostazione che il comandante ha già sperimentato anche in Campania, dove ha lavorato in territori caratterizzati da una forte presenza della criminalità organizzata.
Quanto al primo impatto con Crotone, Pini ha parlato di un'accoglienza positiva: «Fin dai primi giorni sono stato avvicinato da parecchie persone nelle varie occasioni in cui sono stato in mezzo alla gente. Il ritorno che ho avuto è stato quello di un'accoglienza molto calorosa».
Ora l'obiettivo è conoscere ancora più a fondo il territorio, osservandone le dinamiche criminali ma anche quelle economiche e sociali. «È un territorio complesso – ha evidenziato – che ci darà modo di esprimerci e la possibilità di osservare con attenzione determinate dinamiche criminali e determinate dinamiche economiche e sociali sulle quali dovremo fornire delle risposte».
Una nuova esperienza, dunque, per Pini e per i tre comandanti di compagnia, chiamati a operare in una provincia nella quale il contrasto alla criminalità organizzata dovrà procedere insieme alla presenza quotidiana dell'Arma tra i cittadini.
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