Il Premio Letterario Caccuri: la Torre d’Argento di Michele Affidato celebra la cultura italiana
Con “I figli dell’odio” la giornalista e scrittrice conquista la XV edizione. Ex aequo al secondo posto Tommaso Cerno, Pietro Grasso e Luca Sommi
Caccuri – Si è chiusa con la vittoria di Cecilia Sala la XV edizione del Premio Letterario Caccuri, confermando la crescita di una manifestazione che, anno dopo anno, porta il piccolo borgo del Crotonese al centro del panorama culturale nazionale.
A conquistare il primo posto è stato I figli dell’odio, reportage nel quale la giornalista affronta tensioni, conflitti, testimonianze e scenari legati al Medio Oriente. Sul podio, a pari merito al secondo posto, sono saliti Tommaso Cerno, Pietro Grasso e Luca Sommi, protagonisti di una finale che ha messo a confronto quattro differenti sguardi sulla contemporaneità, tra letteratura, giornalismo, attualità e impegno civile.
La serata conclusiva, condotta da Gianluigi Nuzzi e Laura Freddi, ha rappresentato il momento culminante di un’edizione caratterizzata da una partecipazione significativa e dalla presenza di importanti esponenti della cultura e dell’informazione italiana.
A tutti i finalisti è stata consegnata la Torre d’Argento, prestigioso riconoscimento realizzato dal maestro orafo Michele Affidato, che accompagna il Premio fin dalle sue prime edizioni. L’opera riproduce in argento uno dei simboli più rappresentativi di Caccuri, la torre del castello, diventata nel tempo una vera e propria immagine identitaria della manifestazione.
Un legame, quello tra Affidato e Caccuri, che va ben oltre la realizzazione dei premi. Il maestro orafo, infatti, è anche Cittadino Onorario di Caccuri, a testimonianza di un rapporto costruito negli anni attraverso arte, cultura e valorizzazione del territorio.
Nel corso della XV edizione, la Torre d’Argento è stata consegnata anche a Roberto Sergio, Direttore Generale della Rai e di San Marino RTV, alla dottoressa Isabella Belloni e alla giornalista Anna Mallamo. Particolarmente significativo è stato inoltre il conferimento della Chiave d’Argento a Roberto Sergio, commissionata dall’Amministrazione comunale e realizzata da Affidato in occasione della sua cittadinanza onoraria.
Tra i momenti più emozionanti della serata finale c’è stato proprio l’omaggio riservato a Michele Affidato dagli organizzatori Adolfo Barone, Olimpio Talarico e Cataldo Calabretta. Al maestro orafo è stata consegnata un’opera realizzata dal figlio Antonio Affidato, orafo e scultore.
Un gesto dal forte valore simbolico: colui che da anni realizza i riconoscimenti destinati ai protagonisti del Premio è diventato, per una sera, il destinatario di un’opera nata dalle mani del figlio. Sul palco Affidato ha ripercorso alcuni momenti della propria esperienza artistica, raccontando un percorso nel quale creazione, ricerca e sperimentazione nell’arte orafa convivono con la realizzazione di opere legate all’arte sacra.
«La cultura è uno degli strumenti più importanti che abbiamo per costruire il futuro», ha sottolineato Michele Affidato, ribadendo l'importanza di sostenere le iniziative culturali che nascono nei territori. Per il maestro orafo, Caccuri rappresenta l’esempio di come «anche un piccolo borgo può diventare una grande piazza del pensiero».
Tra gli ospiti di questa edizione anche il Procuratore di Napoli Nicola Gratteri, intervenuto per presentare il volume scritto insieme ad Antonio Nicaso, Cartelli di sangue. Le rotte del narcotraffico e le crisi che lo alimentano.
Con la proclamazione di Cecilia Sala, cala dunque il sipario sulla XV edizione del Premio Letterario Caccuri. Una manifestazione che continua a trasformare un piccolo centro della Calabria in un luogo di incontro e confronto tra protagonisti della cultura italiana, rafforzando il ruolo della cultura come strumento di crescita, identità e promozione del territorio.
33.1°