Il vice capo della Polizia a Crotone: «La violenza di genere si combatte con tutta la comunità»
Il vice capo della Polizia all’inaugurazione della stanza per le denunce: «Servono rete, prevenzione e il coraggio delle donne di parlare»
Una giornata di responsabilità condivisa contro la violenza di genere. Così Raffaele Grassi, vice capo della Polizia di Stato, ha descritto l’inaugurazione a Crotone della “Stanza tutta per sé”, lo spazio dedicato alle donne che decidono di denunciare violenze e maltrattamenti.
Per Grassi il valore dell’iniziativa sta prima di tutto nella presenza della città e delle istituzioni unite. «Una giornata molto bella perché caratterizzata dalla presenza di tutta la comunità di Crotone, di tutte le istituzioni e dell’associazionismo: un modo per fare rete e per cercare di dare assistenza e anche determinazione nelle denunce alle donne vittime di violenza che vivono situazioni di solitudine e di grande sofferenza».
Il vice capo della Polizia di Stato ha ricordato come il contrasto alla violenza di genere non possa essere delegato soltanto alle forze dell’ordine, ma debba coinvolgere l’intera società. «La violenza di genere va combattuta tutti assieme, con la consapevolezza che la donna deve segnalare, deve denunciare, anche in una terra difficile come quella calabrese dove il silenzio e talvolta l’omertà hanno caratterizzato parte della vita civile».
Secondo Grassi, proprio iniziative come quella realizzata dalla Questura di Crotone rappresentano un modo concreto di fare sicurezza e avvicinarsi alle persone. «Questa iniziativa della Questura è un modo di fare sicurezza e di avvicinarsi sempre di più al prossimo, quindi alle donne».
Nel suo intervento ha anche ricordato il legame personale con la regione. «Per me è un privilegio essere qui. Sono tornato in una terra che ho frequentato per quattro anni e mezzo: la Calabria è una terra che amo, una terra difficile ma che mi ha fatto profondamente crescere».
Grassi ha poi rivolto un ringraziamento a tutte le istituzioni e alle forze dell’ordine impegnate sul territorio, dall’Arma dei Carabinieri alla Guardia di Finanza, evidenziando come la sicurezza sia un bene collettivo. «Il bene della sicurezza non appartiene soltanto alle forze dell’ordine: il primo baluardo della sicurezza è il cittadino».
La presenza della comunità all’inaugurazione, secondo il vice capo della Polizia, rappresenta proprio questo modello di sicurezza condivisa. «Vedere oggi una comunità presente è una straordinaria espressione di sicurezza integrata. Le diverse componenti istituzionali, l’associazionismo, il mondo della Chiesa: tutto questo dimostra che nessuno deve sentirsi solo».
Per Grassi la violenza di genere è prima di tutto una questione culturale e sociale, che richiede prevenzione oltre alla repressione. «Il problema criminale è anche un problema sociale e culturale. Le forze dell’ordine stanno sviluppando una sempre maggiore specializzazione, ma il terreno fondamentale resta quello della prevenzione».
Da qui l’importanza della collaborazione tra istituzioni, associazioni e cittadini. «Segnalare situazioni critiche è fondamentale, perché quando intervengono l’autorità giudiziaria e le forze dell’ordine a volte è già troppo tardi. È sulla prevenzione che bisogna operare».
In questo senso la “Stanza tutta per sé” rappresenta, secondo Grassi, un segnale concreto di vicinanza alle vittime. «Un luogo che mette le donne a loro agio, che permette di raccontare le proprie sofferenze e che può aiutare a contenere, se non eliminare, la violenza fisica, morale e materiale».
Infine il plauso alla Questura di Crotone per l’iniziativa e per il lavoro svolto sul territorio. «È un’opera straordinaria che va sostenuta. I miei complimenti per questa iniziativa e per il modo in cui le forze dell’ordine stanno affrontando un’azione di contrasto così difficile, con il sostegno della Procura della Repubblica».
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