Konecta Crotone, vertenza sul lavoro: sindacati e lavoratori chiedono certezze

Al tavolo del 6 marzo lavoratori e sindacati chiedono garanzie occupazionali e un piano industriale chiaro per evitare la cassa integrazione di 656 dipendenti

A cura di Redazione
03 marzo 2026 14:30
Konecta Crotone, vertenza sul lavoro: sindacati e lavoratori chiedono certezze - Foto: Redazione
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Il 6 marzo è convocato un tavolo di confronto decisivo sul futuro occupazionale dei lavoratori di Konecta R provenienti dalla Abramo Customer Care e oggi impegnati nella dematerializzazione delle cartelle cliniche per la Regione Calabria. La richiesta arriva da una lettera aperta dei dipendenti, che definiscono l’incontro non come un passaggio tecnico ma come un momento cruciale per evitare che centinaia di famiglie tornino nell’incertezza del lavoro.

La situazione, infatti, è in forte tensione dopo che l’azienda ha avviato le procedure per richiedere ammortizzatori sociali per 656 dei circa 894 lavoratori impiegati in Calabria, Rende e Settingiano, motivando la scelta con la “conclusione dell’attività lavorativa” legata alla digitalizzazione dei fascicoli sanitari. Le organizzazioni sindacali Slc Cgil, Fistel Cisl e Uilcom Uil hanno immediatamente lanciato l’allarme, chiedendo che si scongiuri il ricorso a cassa integrazione e che il progetto industriale sia rilanciato in modo strutturale e non temporaneo.

I lavoratori scrivono che la fase appena trascorsa li ha già messi a dura prova: “abbiamo vissuto la crisi, la paura, la cassa integrazione, mesi di silenzio e promesse”. Secondo loro, un progetto presentato come “strategico” per la sanità calabrese non può trasformarsi in un’esercitazione di ammortizzatori sociali. “Se la digitalizzazione è strategica, allora deve essere stabile”, affermano, chiedendo piani industriali dettagliati, impegni di tutela occupazionale vincolanti e responsabilità chiare dell’azienda verso la continuità lavorativa.

La vertenza ha già avuto momenti cruciali nel passato recente. Nel 2025 il Roberto Occhiuto, presidente della Regione Calabria, aveva visitato le sedi di Konecta a Crotone e Rende sottolineando come il progetto di digitalizzazione dei fascicoli clinici — finanziato con 20 milioni di euro tra Regione e Governo — avesse permesso di salvaguardare oltre 600 posti di lavoro e rappresentasse un modello di eccellenza per il territorio.

Oggi, però, i sindacati e i lavoratori sostengono che quel modello rischia di fare acqua da tutte le parti, con richieste di ammortizzatori sociali che potrebbero trasformarsi in perdita di reddito e continuità occupazionale per centinaia di persone. Per questo le organizzazioni hanno già annunciato iniziative pubbliche, tra cui un’assemblea dei lavoratori tenutasi a Crotone e la richiesta formale di un incontro immediato tra Regione, azienda e sindacati firmatari dell’accordo ministeriale del dicembre 2024.

I lavoratori ribadiscono con forza che non chiedono privilegi, ma coerenza tra quanto annunciato e quanto realizzato. Il tavolo del 6 marzo, secondo loro, deve portare impegni concreti, scritti e verificabili, non semplici rassicurazioni. Sottolineano infine che la dignità del lavoro non è negoziabile e che l’incertezza attuale sta mettendo a dura prova 656 famiglie calabresi che, dopo anni di vertenza Abramo, speravano in un futuro di stabilità e non di provvisorietà.

La posta in gioco è alta: o il progetto diventa davvero un modello di rilancio occupazionale per la Calabria, oppure — avvertono — si chieda chiaramente cosa intende fare chi oggi guida il tavolo e le istituzioni coinvolte.

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