Konecta R e Chiama Roma, allarme occupazione a Crotone: la CISL chiede garanzie per i lavoratori

La CISL Magna Grecia e la Fistel CISL Calabria sollecitano un’accelerazione del confronto istituzionale sulle due vertenze

A cura di Redazione
12 ottobre 2026 19:45
Konecta R e Chiama Roma, allarme occupazione a Crotone: la CISL chiede garanzie per i lavoratori - Foto: Redazione
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La crescente preoccupazione per il futuro dei lavoratori di Konecta R e della commessa Chiama Roma è stata al centro di un incontro che si è svolto oggi a Crotone, promosso dalla CISL Magna Grecia e dalla Fistel CISL Calabria. All'iniziativa hanno partecipato il segretario generale della CISL Magna Grecia, Daniele Gualtieri, e il segretario territoriale Salvatore Federico, il segretario generale della Fistel CISL Calabria, Gianluca Bifano, insieme ai rappresentanti sindacali aziendali (RSA) e a numerosi lavoratori. Dal confronto è emersa la forte preoccupazione per le prospettive occupazionali e l'urgenza di accelerare le iniziative istituzionali per affrontare le due vertenze.

Nel corso dell'incontro è stata ribadita la necessità di ottenere garanzie sulla salvaguardia dell'occupazione, in un settore attraversato da una crisi profonda che rischia di avere conseguenze particolarmente pesanti sul territorio.

«Su Konecta R il tempo delle attese è finito – affermano Gualtieri e Bifano –. Dicembre è ormai vicino e con esso la scadenza degli ammortizzatori sociali. Tra i lavoratori e le loro famiglie crescono ansia e preoccupazione, perché dopo mesi di incertezza non è ancora chiaro cosa accadrà. Non possiamo arrivare alla fine dell'anno senza una prospettiva concreta».

«Abbiamo sostenuto il progetto di dematerializzazione perché abbiamo creduto nella possibilità di tenere insieme salvaguardia dell'occupazione, riqualificazione dei lavoratori e innovazione della pubblica amministrazione. Oggi dobbiamo prendere atto che quel progetto non ha garantito gli sviluppi che ci aspettavamo. Le attività sulle cartelle sanitarie si sono esaurite molto più rapidamente del previsto e bisogna capire fino in fondo cosa non abbia funzionato. Occorre adesso accelerare il confronto istituzionale. Auspichiamo che l'incontro tra Ministero, Regione e parti sociali, concordato nell'ultima riunione alla Cittadella regionale, venga convocato nel più breve tempo possibile, per individuare soluzioni concrete».

Al centro della riunione anche la vertenza Chiama Roma, legata al cambio di appalto della commessa che coinvolge i lavoratori del contact center di Crotone.

«Anche su Chiama Roma la priorità è la salvaguardia dei livelli occupazionali. Il cambio di appalto non può mettere in discussione il futuro di lavoratori che da anni garantiscono il servizio. Chiediamo il pieno rispetto della clausola sociale e la continuità lavorativa. Vigileremo con grande attenzione su ogni passaggio della procedura».

Per Gualtieri e Bifano «è necessario un incontro tra l'amministrazione capitolina, la società subentrante e le organizzazioni sindacali, per affrontare l'organizzazione della nuova commessa e le possibili ricadute sul personale. Non devono esserci fughe in avanti o decisioni assunte prima del confronto. Serve un'assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, affinché siano tutelati i posti di lavoro».

Le due vertenze si inseriscono in una crisi che interessa l'intero comparto CRM e BPO, alle prese con la trasformazione dei processi produttivi e la crescente diffusione dell'intelligenza artificiale.

«Le aziende stanno affrontando cambiamenti profondi, mentre migliaia di lavoratori sono già interessati da riduzioni delle attività e ammortizzatori sociali. Non possiamo accettare che l'innovazione tecnologica si traduca in una perdita di occupazione. Occorrono investimenti sulla formazione e sulla riqualificazione professionale, per adeguare le competenze alle nuove attività legate alla trasformazione digitale. Serve inoltre una politica industriale nazionale che sostenga il settore, offra nuove opportunità ai lavoratori e preveda strumenti di accompagnamento alla pensione per chi è ormai vicino alla conclusione del proprio percorso lavorativo».

«Sul nostro territorio – sottolineano i due sindacalisti – il comparto occupa migliaia di persone e rappresenta una componente importante dell'economia locale. La Regione deve farsi carico delle conseguenze sociali di questa crisi e il Governo nazionale deve prevedere risorse e interventi per il rilancio della filiera. Non possiamo permetterci di disperdere professionalità ed esperienze maturate in tanti anni di lavoro».

«Dall’incontro di oggi è emerso chiaramente quanto siano cresciute la tensione, la preoccupazione e l’esasperazione dei lavoratori e delle loro famiglie. Come CISL stiamo lavorando in maniera coordinata a tutti i livelli, territoriale, regionale e nazionale, per individuare soluzioni concrete a tutela dell’occupazione. Ci aspettiamo che gli impegni assunti trovino rapidamente seguito e che ciascuno, per le proprie competenze, faccia la propria parte. In assenza di sviluppi positivi, saremo costretti a intraprendere le iniziative necessarie per tutelare l’occupazione e gli interessi dei lavoratori».


Cisl Magna Grecia

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