L'avvocato crotonese Giuliano Arabia ospite del Giacinto Festival insieme al deputato Zan
Noto – Nella suggestiva cornice barocca della città di Noto, dove arte, storia e inenarrabile bellezza si fondono in modo perfetto, si è tenuto il Giacinto Festival, sotto l’Alto patrocinio del Parlam...
Noto – Nella suggestiva cornice barocca della città di Noto, dove arte, storia e inenarrabile bellezza si fondono in modo perfetto, si è tenuto il Giacinto Festival, sotto l’Alto patrocinio del Parlamento europeo, del Senato della Repubblica Italiana, dell’Unar (Ufficio Nazionale Antidiscriminazioni Razziali) e dell’Assessorato alla Cultura del Comune di Noto.
Il tema dominante che ha accompagnato la kermesse è stato lo spazio sociale – luogo da rivendicare, preservare e difendere – dove gli individui interagiscono, vivono la propria esistenza ed esprimono la propria identità. Un festival che dal lontano 2015 impreziosisce il programma di eventi estivi della città di Noto: città inclusiva, accogliente e paladina dei diritti di tuttə.
La prima serata è stata teatro di un dibattito sui diritti civili: il deputato Alessandro Zan, nel sottolineare l’importanza di eventi come il Giacinto Festival, ha affermato, tra le altre cose, che «Non dobbiamo mai avere paura, perché la paura toglie lucidità e ci fa dimenticare che la società civile è molto più avanti di questa idea eteropatriarcale che si cerca di far passare come dilagante».
A seguire, l’attrice e conduttrice Barbara Foria con il suo intervento ha condotto tuttə alla riflessione, esaltando – con eleganza e ironia – il valore della “mediocrità” per scardinare preconcetti e luoghi comuni.
Al dibattito è intervenuto, poi, Giuliano Arabia, avvocato, componente del Dipartimento Pari Opportunità AIGA (Associazione Italiana Giovani Avvocati), che si è soffermato, in particolar modo, sul procedimento di rettificazione di attribuzione del sesso e sulle tematiche legate all’identità di genere.
Da anni, il professionista di origini crotonesi affianca, con professionalità e sensibilità, i/le propri/e clienti nel delicato percorso per la rettifica del sesso, nel cui campo è diventato una figura di riferimento.
A chiusura, in prima nazionale, il documentario Number 52 del regista palestinese Nour Hijazi: l’emozionante viaggio interiore di Ahmad costretto ad abbandonare Gerusalemme per poter essere finalmente se stesso.
Un successo ormai consolidato per il Giacinto festival che nelle precedenti edizioni ha ospitato personaggi di assoluto rilievo del panorama nazionale come Valeria Fedeli, Vincenzo Spadafora, Sandra Milo, Drusilla Foer, Selvaggia Lucarelli, Alda Deusanio, Gianmarco Negri, Alessandro Cecchi Paone, Costantino della Gherardesca, Luca Trapanese e tanti/e altri/e.
«Occasioni di incontro e di confronto come il Giacinto Festival hanno un grande potenziale: promuovono la cultura del rispetto della Persona, dell’inclusione e aiutano ad eliminare pregiudizi e intolleranze e in un’ottica di attuazione ad ampio raggio delle pari opportunità. È importante promuovere sul nostro territorio percorsi di formazione ed informazione per abbattere realmente pregiudizi e stereotipi di genere». è quanto ha dichiarato l’avv. Arabia.
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