Manifesti sulla morte dell’omicida di Lea Garofalo, risposta governativa a distanza di due anni
Il Governo risponde all’interrogazione M5S: l’amministrazione non informò le forze dell’ordine, prassi dei manifesti ora interrotta
A distanza di più di due anni dalla vicenda dei manifesti di cordoglio affissi dal Comune di Petilia Policastro per la morte di Rosario Curcio, condannato all’ergastolo per l’omicidio della testimone di giustizia Lea Garofalo, il Governo ha fornito una risposta ufficiale a un’interrogazione presentata nell’agosto 2023 dalla deputata M5S Stefania Ascari.
La risposta, datata 10 febbraio 2026, è arrivata dalla sottosegretaria all’Interno Wanda Ferro, che ha definito “inaccettabile” l’iniziativa dell’amministrazione guidata da Simone Saporito, ricordando come episodi del genere possano “rafforzare la percezione di omaggio alle organizzazioni criminali”. “All’epoca – ha scritto Ferro – avevo stigmatizzato pubblicamente l’episodio, giudicandolo un vero e proprio inchino istituzionale alla memoria di Curcio”, ha aggiunto la sottosegretaria.
Per quanto riguarda il mancato divieto dei funerali pubblici, Ferro ha spiegato che la Questura di Crotone non era stata informata né dell’evento né del luogo in cui si sarebbero svolti i riti funebri. “La polizia e i Carabinieri hanno avuto notizia dell’accaduto solo dopo gli interventi di stampa locale”, ha precisato. Questa mancanza di comunicazioni ha reso impossibile valutare in anticipo eventuali misure di sicurezza o il divieto di esequie pubbliche.
Durante le audizioni in Prefettura, il sindaco Saporito aveva spiegato che l’affissione dei manifesti era una prassi consolidata dal 2021 per tutti i defunti, negando qualsiasi intento di legame con la criminalità organizzata. Tuttavia, la prassi è stata successivamente interrotta. “Secondo la ricostruzione del Comune, l’affissione dei manifesti non denota alcuna vicinanza dell’amministrazione al defunto”, ha aggiunto Ferro.
L’episodio aveva provocato anche le dimissioni di un assessore comunale, presente alle esequie a titolo personale, dopo che lo stesso sindaco aveva preso le distanze dall’iniziativa durante la convocazione in Prefettura.
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