Maxi frode con fatture false, coinvolta anche Crotone nell’inchiesta

Sequestri per oltre 1,1 milioni: sistema di “cartiere” attivo tra Emilia e Calabria, indagate 14 persone tra imprenditori e società

A cura di Redazione
01 aprile 2026 12:39
Maxi frode con fatture false, coinvolta anche Crotone nell’inchiesta - Foto: Uff. Stampa Guardia di Finanza
Foto: Uff. Stampa Guardia di Finanza
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Un sistema strutturato di false fatturazioni, capace di muovere circa 10 milioni di euro e di generare un’evasione fiscale superiore a 1,1 milioni, con ramificazioni anche a Crotone. È quanto emerge dall’operazione della Guardia di Finanza di Parma, coordinata dalla Procura della Repubblica, che ha portato al sequestro preventivo di beni e disponibilità finanziarie per oltre un milione di euro.

L’indagine, condotta dai militari della Tenenza di Fidenza, ha coinvolto complessivamente 14 soggetti, tra persone fisiche e società operanti nel settore dell’edilizia, accusati a vario titolo di emissione e utilizzo di fatture per operazioni inesistenti. Le attività investigative hanno interessato diversi territori, tra cui Parma, Reggio Emilia, Cremona e, appunto, Crotone, dove alcune delle società coinvolte avevano la propria sede operativa o fittizia .

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, al centro del sistema vi sarebbero tre società “cartiere”, prive di dipendenti, mezzi e reale attività economica, utilizzate esclusivamente per emettere fatture false. Un meccanismo che consentiva ai clienti di abbattere i ricavi e ridurre drasticamente il carico fiscale, creando allo stesso tempo fondi neri.

Il funzionamento era collaudato: dopo il pagamento delle fatture tramite canali tracciabili, il denaro veniva prelevato in contanti e restituito agli imprenditori, al netto di una commissione tra il 10% e il 15%. Durante le perquisizioni, i finanzieri hanno anche rinvenuto un vero e proprio tariffario con le percentuali applicate e sconti legati al volume delle operazioni fittizie .

Il coinvolgimento di Crotone si inserisce dunque in un contesto più ampio di frode interregionale, dove alcune società risultavano formalmente localizzate anche nel territorio crotonese, contribuendo alla rete di emissione delle fatture false e alla circolazione dei flussi finanziari illeciti.

L’operazione, spiegano dalla Procura, rappresenta un ulteriore segnale dell’attenzione delle Fiamme Gialle nel contrasto alle frodi fiscali, fenomeni che non solo danneggiano le casse dello Stato ma alterano anche la concorrenza, penalizzando le imprese che operano nel rispetto delle regole.

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