Mesoraca si prepara alla Festa votiva del SS. Ecce Homo
Domani 8 marzo pellegrinaggio e celebrazioni
Domani, 8 marzo, il Santuario SS. Ecce Homo di Mesoraca vivrà uno dei momenti più significativi della tradizione religiosa locale con la Festa votiva del SS. Ecce Homo, celebrata in memoria del terremoto del 1832, evento che segnò profondamente la comunità e che da allora viene ricordato con una giornata di preghiera e devozione.
La ricorrenza cade nel tempo liturgico della Quaresima e, quest’anno, assume un valore ancora più particolare perché inserita nel Centenario francescano, offrendo ai fedeli e ai pellegrini la possibilità di vivere un momento intenso di spiritualità. Durante la giornata sarà infatti possibile ricevere anche il dono dell’Indulgenza Plenaria, attraverso il Sacramento della Confessione e la partecipazione all’Eucaristia.
Il programma religioso prevede diverse celebrazioni eucaristiche al santuario nelle ore 7.30, 9.30, 11.00 e 18.00, mentre alle 17.00 è in programma la Via Crucis in chiesa.
Momento centrale della giornata sarà il pellegrinaggio giubilare al Calvario, animato dai Frati Minori del convento, con partenza alle 9.00 dalla chiesa dell’Immacolata e cammino verso il santuario. Alle 11.00 si terrà la messa solenne presieduta da monsignor Stefano Rega, vescovo della diocesi di San Marco Argentano – Scalea.
Nel messaggio diffuso dal santuario ai fedeli, i frati hanno invitato i devoti a vivere questa giornata come un momento di grazia e di incontro con Dio: «Carissimi pellegrini e devoti del SS. Ecce Homo, vicini e lontani, nel tempo santo della Quaresima vivremo la prima Festa votiva, giornata in cui faremo memoria del terremoto del 1832. In questo Centenario francescano ci sarà la possibilità di accogliere il dono della Misericordia attraverso l’Indulgenza Plenaria, momento privilegiato di incontro con il Signore nel Sacramento della Confessione e dell’Eucarestia. Il Signore vi dia Pace».
La festa rappresenta ogni anno un forte richiamo di fede per Mesoraca e per numerosi pellegrini provenienti da tutta la Calabria, che si ritrovano ai piedi dell’antico santuario per rinnovare una devozione radicata nella storia e nella memoria collettiva della comunità
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