Nella Notte Rosa del Vino brilla anche la stella di Luciana Marino
Promuovere il ritorno alla terra e avvicinare soprattutto le nuove generazioni alle opportunità rappresentate dalla millenaria tradizione della cultura della vite. Iniziative come la Notte Rosa del Vi...
Promuovere il ritorno alla terra e avvicinare soprattutto le nuove generazioni alle opportunità rappresentate dalla millenaria tradizione della cultura della vite. Iniziative come la Notte Rosa del Vino, in programma per sabato 8 luglio sul lungomare di Trebisacce, rappresentano un’occasione importante per confrontarsi con quanti hanno saputo investire in un settore che può e deve coniugare agricoltura e turismo.
La due giorni di incontri ed itinerari alla scoperta delle produzioni agroalimentari e vitivinicole del territorio ha preso il via oggi, dalla Valle dell’Esaro, per toccare poi la Fabbrica di Liquirizia Amarelli a Corigliano–Rossano ed i Laghi di Sibari.
L’enologa Maria Cristina De Simone dalla Campania, la giornalista Cristina Santini dal Lazio, la titolare dell’omonima Cantina pugliese Marianna Cardone, il Maestro
L’appuntamento, ideato e guidato dal delegato regionale della Scuola Europea Sommelier, Francesco Pingitore, direttore artistico della manifestazione, offre, con l’apportodi più attori, un ventaglio di capacità al femminile, espressione del mondo imprenditoriale, della comunicazione, dell’informazione, del marketing, che si è caratterizzato nel promuovere le varie “sfumature prelibate di Bacco” e le aree che rendono tali peculiarità enologiche.
«Quando ho appreso la notizia – ci racconta Luciana Marino – ho avuto un po’ di meraviglia perchè non pensavo che la nostra realtà fosse così nota anche alla Scuola Europea Sommelier. Meravigliata e decisamente soddisfatta, perchè riconoscimenti come questi ripagano i nostri sforzi quotidiani».
Luciana verrà premiata come prima enotecaria in Calabria.
«La nostra enoteca – continua – ha attraversato diverse maree economiche e oggi siamo ancora qua. Nel corso degli anni, il mondo del vino è notevolmente cambiato, ed essere riusciti a rima
nere, per tutti questo tempo, punto di riferimento ci riempie di orgoglio. Perchè il nostro più che un lavoro è una passione, abbiamo bisogno di empatia perchè quando un cliente entra nella nostra enoteca non compra soltanto una bottiglia di vino ma acquisisce una storia e condivide la nostra esperienza. Viene guidato in un percorso che ha come meta la cultura del bere bene. E per fare tutto questo ci vuole veramente tanta passione ed io, come amo dire divertendomi con gli amici: sono nata in una botte».
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