Oncologia a Crotone, la denuncia di un cittadino: “Eccellenza umana in locali non più dignitosi”

Una lettera racconta il contrasto tra la professionalità del reparto guidato dalla dottoressa Carla Cortese e le criticità strutturali del “San Giovanni di Dio”

A cura di Redazione
16 maggio 2026 14:00
Oncologia a Crotone, la denuncia di un cittadino: “Eccellenza umana in locali non più dignitosi” -
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Un reparto definito “un’oasi di umanità e professionalità” ma costretto a convivere con problemi strutturali che pesano quotidianamente su pazienti e operatori sanitari. È quanto emerge da una lunga lettera scritta da un cittadino di Crotone, che ha voluto accendere i riflettori sul reparto di Oncologia dell’ospedale “San Giovanni di Dio”.

Nel testo vengono evidenziate, da una parte, la dedizione del personale sanitario e la guida della dottoressa Carla Cortese, dall’altra le difficoltà legate agli ambienti condivisi e alle carenze infrastrutturali della struttura ospedaliera.

“Il reparto di Oncologia rappresenta un punto di riferimento fondamentale per il territorio – scrive il cittadino – grazie a una squadra che affronta ogni giorno il dolore dei pazienti con grande sensibilità e spirito di sacrificio”.

Parole di apprezzamento vengono rivolte alla direttrice del reparto, descritta come una professionista capace di costruire “un luogo di speranza” nonostante le difficoltà quotidiane. Secondo la testimonianza, il personale sanitario riesce a mantenere alta l’attenzione verso il malato anche in un contesto definito complesso e spesso inadeguato.

La lettera punta poi il dito contro le condizioni strutturali dell’ospedale. “L’Oncologia condivide gli spazi con la Nefrologia – si legge – e questo crea inevitabili problemi organizzativi e di privacy. Anche servizi essenziali, come i bagni, sono utilizzati in comune da pazienti già fortemente debilitati dalle terapie”.

Il cittadino parla apertamente di una sanità che attende da anni investimenti concreti sul piano edilizio e logistico, sottolineando come medici, infermieri e operatori socio-sanitari siano costretti a lavorare “in condizioni difficili”, cercando comunque di non far mancare mai umanità e vicinanza ai pazienti.

“Tra una terapia e un controllo – racconta ancora – il personale trova sempre il tempo per una parola di conforto o un sorriso. È questo che rende speciale il reparto di Crotone: la capacità di mettere il paziente al centro nonostante tutto”.

Nella parte finale della lettera arriva l’appello alle istituzioni affinché vengano programmati interventi strutturali adeguati. “La qualità delle cure passa anche dalla qualità dei luoghi. Servono ambienti dignitosi e moderni per garantire ai pazienti percorsi di cura all’altezza e per consentire agli operatori sanitari di lavorare nelle condizioni migliori possibili”.

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