Operazione Jonny, la Cassazione conferma le condanne: eseguiti quattro arresti
Dopo la sentenza definitiva della Suprema Corte, i Carabinieri hanno riportato in carcere quattro esponenti della cosca Arena per scontare la parte residua della pena
Isola di Capo Rizzuto – Diventano definitive le condanne nell'ambito dell'operazione "Jonny". A seguito della decisione della Corte di Cassazione, i Carabinieri della Tenenza di Isola di Capo Rizzuto hanno eseguito nei giorni scorsi i provvedimenti di carcerazione nei confronti di quattro soggetti ritenuti appartenenti al clan Arena.
Si tratta di L.R., 65 anni, L.V., 35 anni, A.G., 59 anni, e A.P., 33 anni. I quattro, che erano stati in precedenza detenuti e successivamente rimessi in libertà per decorrenza dei termini della custodia cautelare, sono stati tradotti in diversi istituti penitenziari della Calabria, dove dovranno scontare la parte residua della pena divenuta definitiva dopo il pronunciamento della Suprema Corte.
L'operazione "Jonny"
L'inchiesta "Jonny", avviata nel maggio 2017 e coordinata dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Catanzaro, rappresenta una delle più importanti operazioni giudiziarie contro la criminalità organizzata calabrese. Le indagini hanno ricostruito il controllo esercitato dalla cosca Arena sul territorio di Isola di Capo Rizzuto e su numerose attività economiche.
Tra gli aspetti principali emersi figura la gestione illecita di parte dei fondi pubblici destinati al Centro di Accoglienza per Richiedenti Asilo (CARA) di Isola di Capo Rizzuto. Secondo l'impianto accusatorio accolto nei diversi gradi di giudizio, una parte significativa delle risorse statali destinate alla struttura sarebbe stata dirottata attraverso un sistema di subappalti riconducibili alla cosca.
L'indagine ha inoltre documentato il controllo esercitato dal sodalizio criminale sul settore delle scommesse online e delle slot machine, oltre a un diffuso sistema di estorsioni e imposizioni nei confronti di attività commerciali e strutture turistiche del territorio.
L'operazione, condotta congiuntamente da Carabinieri, Polizia di Stato e Guardia di Finanza, portò nel 2017 all'esecuzione di 110 misure cautelari e al sequestro di beni per un valore complessivo superiore agli 84 milioni di euro. Con le decisioni della Cassazione, una parte delle condanne è ora divenuta irrevocabile, consentendo l'esecuzione delle pene definitive nei confronti dei condannati.
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