Pallagorio, arte e memoria si incontrano con “S’amuJamu”
Nel centro storico l’esperienza immersiva dedicata alle migrazioni calabresi: un percorso tra parole, suoni e installazioni per raccontare partenze, ritorni e appartenenze
A Pallagorio arte, memoria e comunità si incontrano con S’amuJamu Sabato 8 agosto il centro storico di Pallagorio ha accolto S’amuJamu, esperienza immersiva dedicata alle memorie delle migrazioni calabresi. Sabato 8 agosto il centro storico di Pallagorio è diventato spazio di narrazione collettiva, dove arte e memoria hanno incontrato la comunità. Nell’ambito del festival Luce Luce Mace Mace, il paese ha ospitato S’amuJamu, esperienza immersiva che intreccia parole, suoni e installazioni artistiche per attraversare la storia delle migrazioni calabresi e restituirne le molteplici memorie di partenze, ritorni e appartenenze.
L’iniziativa, organizzata da Associazione KalArte e Radici/Rrënjët Residenza Artistica, in collaborazione con il Comune di Pallagorio, rappresenta l’esito di un percorso di ricerca sviluppato sul territorio e restituito alla comunità attraverso il linguaggio dell’arte contemporanea. Il punto di partenza è la residenza artistica Radici/Rrënjët, che il 15 e 16 marzo 2025 ha accolto a Pallagorio l’ultima tappa di Narrazioni. Laboratorio delle radici, progetto promosso da Italea Calabria e sostenuto dal Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, coordinato da Radici in Viaggio Srl – Impresa Sociale. Narrazioni.
Laboratorio delle radici - a cura di Laura Mileto, Angelo Carchidi e Vincenzo Panuccio - si è sviluppato attraverso un percorso di tredici residenze artistiche distribuite lungo il territorio calabrese, dal Pollino allo Stretto, con l’obiettivo di interrogare e rielaborare le memorie della migrazione attraverso i linguaggi dell’arte contemporanea. A Pallagorio, Radici/Rrënjët ha rappresentato uno spazio di ricerca e di incontro costruito in relazione diretta con la comunità. Il lavoro si è sviluppato attraverso l’ascolto, le conversazioni e la raccolta di memorie legate alle esperienze di partenza, ritorno e lontananza che continuano a segnare la storia del territorio. Da questo percorso, insieme alle testimonianze raccolte nelle diverse residenze di Narrazioni, ha preso forma S’amuJamu (tradotto Se dobbiamo andare, dobbiamo andare), un’opera che restituisce una narrazione plurale della migrazione calabrese, dalle grandi partenze della seconda metà dell’Ottocento fino alle migrazioni contemporanee.
L’opera, ideata da Elvira Scorza, Dario Natale e Lorenzo Praticò, si sviluppa attraverso una drammaturgia sonora costruita sulle voci e sulle testimonianze di oltre cento persone incontrate durante il progetto, accompagnata dalle musiche originali di Davide Ambrogio. Il pubblico, munito di cuffie, viene guidato in un percorso di circa quaranta minuti attraverso quattro “luoghi dell’anima”, le opere “Per il Pane” di Ozge Sahin, “Necessità di vita” di Mariachiara Falcomatà, “Something about us” di Luca Granato e “L’orto di quelli che restano” di Larissa Mollace. Le installazioni costruiscono un paesaggio simbolico del viaggio e diventano parte integrante di un’esperienza in cui il pubblico è chiamato a muoversi, ascoltare e interagire, lasciandosi attraversare dalle storie. Il cuore dell’appuntamento è stato l’incontro tra arte e comunità: la restituzione ha riportato a Pallagorio un’esperienza nata dall’ascolto dei suoi abitanti, trasformando memorie individuali e familiari in una narrazione artistica condivisa. Il paese è diventato così parte di un racconto più ampio sulla Calabria, sulle sue partenze e sui legami che continuano a unire chi è rimasto a chi ha intrapreso un viaggio lontano.
S’amuJamu prosegue il percorso avviato con Narrazioni. Laboratorio delle radici, trasformando il lavoro delle residenze in un’esperienza itinerante che continua a incontrare nuovi territori e comunità. A Pallagorio, nel corso della serata, l’esperienza è stata proposta in quattro turni di replica, offrendo a più gruppi di spettatori la possibilità di attraversare il percorso immersivo e confrontarsi con le storie e le opere che lo compongono. Un viaggio tra passato e presente, tra chi è partito e chi è rimasto, per interrogarsi sul significato delle radici e sulla possibilità che l’arte diventi uno spazio comune in cui custodire, trasformare e condividere la memoria.
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