Pallagorio, i bambini scoprono le piante tintorie e le uova rosse arbëreshë

Il Laboratorio Creativo in Natura di Fili Meridiani unisce educazione ambientale, memoria culturale e manualità pasquale

A cura di Redazione
01 aprile 2026 21:00
Pallagorio, i bambini scoprono le piante tintorie e le uova rosse arbëreshë - Foto: Uff. Stampa Fili Meridiani
Foto: Uff. Stampa Fili Meridiani
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Pallagorio - Prosegue il percorso del Laboratorio Creativo in Natura di Fili Meridiani, che nel nuovo appuntamento ha accompagnato i bambini della scuola primaria alla scoperta delle piante tintorie e delle loro proprietà coloranti, intrecciando conoscenza scientifica, tradizione e identità culturale.

L’incontro si è aperto con un momento introduttivo dedicato alle piante e alla loro capacità di produrre colori naturali. I bambini hanno scoperto come, sin dall’antichità, foglie, radici, fiori e frutti venissero utilizzati per ottenere pigmenti, dando vita a una relazione profonda tra uomo e natura, fondata sull’osservazione e sull’utilizzo consapevole delle risorse.

Le dichiarazioni di Alessandro Frontera

«La natura non è solo qualcosa da osservare, ma un sistema da comprendere», ha dichiarato Alessandro Frontera, guida ambientale, evidenziando come «attraverso esperienze semplici, come la scoperta dei colori naturali, i bambini sviluppano uno sguardo più attento e rispettoso verso ciò che li circonda».

A questa dimensione si è affiancato il laboratorio esperienziale dedicato a una delle tradizioni più significative della cultura arbëreshë: le uova rosse pasquali di Carfizzi. Guidati da Maria Chiarello, maestra e docente di lingua arbëreshë nelle scuole, i bambini hanno partecipato a un’attività che affonda le radici nella memoria delle comunità, utilizzando la radice della robbia per colorare le uova secondo un’antica pratica tradizionale. Le uova rosse, simbolo di rinascita e ritualità pasquale, vengono infatti impiegate per decorare i dolci tipici, mantenendo vivo un patrimonio culturale che si tramanda nel tempo.

«Attraverso queste attività i bambini non apprendono solo una tecnica, ma entrano in contatto con un patrimonio identitario», ha sottolineato Stefania De Masi, referente per la valorizzazione della cultura arbëreshë, spiegando come «la lingua e le tradizioni diventano strumenti vivi, capaci di creare connessioni tra passato e presente, tra sapere e fare».

Il laboratorio ha rappresentato anche un importante momento di inclusione e partecipazione, in cui ogni bambino ha potuto contribuire attivamente all’esperienza, sviluppando manualità, curiosità e senso di appartenenza. In questo senso, Raffaella Bossio, referente per l’area educativa, ha evidenziato come «l’apprendimento attraverso il fare permetta a tutti i bambini di trovare il proprio spazio all’interno del gruppo, trasformando l’esperienza educativa in un momento condiviso e accessibile».

Nel corso dell’incontro è stato inoltre completato il lavoro legato al progetto della rassegna curata dalla prof.ssa Cettina Mazzei: i bambini hanno assemblato la poesia delle campane che parlano arbëreshë di Pallagorio, componendola attraverso le lettere in legno realizzate nei laboratori precedenti. Un’opera collettiva che unisce natura, lingua e creatività, restituendo valore al patrimonio culturale locale.

A conclusione della giornata, i partecipanti hanno realizzato dei piccoli sacchettini pasquali con paglia e uova rosse, pensati come simbolico omaggio e come segno tangibile dell’esperienza vissuta, capace di portare nelle case un frammento di tradizione.

A sottolineare il valore dell’esperienza è intervenuta in chiusura Maria Chiarello, maestra e docente di lingua arbëreshë, che ha dichiarato: «Lavorare con i bambini attraverso le tradizioni significa trasmettere non solo conoscenze, ma emozioni e senso di appartenenza. Le uova rosse rappresentano un simbolo forte della nostra cultura, e vederle realizzare dai bambini con entusiasmo è il segno che queste radici possono continuare a vivere nel tempo».

Il Laboratorio Creativo in Natura prosegue con entusiasmo, sotto la guida di Rosanna Panebianco, responsabile dei laboratori di Fili Meridiani, e con la collaborazione di Rosina Marra.

Educare alla natura significa costruire un ponte tra conoscenza e identità, tra ambiente e comunità. Ed è proprio in questo intreccio che i bambini diventano protagonisti di un percorso che guarda al futuro, partendo dalle radici.

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