Parco del Neto nel crotonese, il no dei cacciatori: “Basta aree chiuse”

Interviene il Presidente dell’Associazione Rurale Calabrese e Consigliere Nazionale della Libera Caccia e annuncia una manifestazione pacifica

A cura di Redazione
01 aprile 2026 18:00
Parco del Neto nel crotonese, il no dei cacciatori: “Basta aree chiuse” - Foto: Vincenzo Barbatano
Foto: Vincenzo Barbatano
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Crotone - Sul progetto di istituzione del Parco del Neto si accende il dibattito, e la posizione del mondo venatorio emerge con chiarezza. Vincenzo Barbatano, Presidente dell’Associazione Rurale Calabrese e Consigliere Nazionale della Libera Caccia, esprime una linea netta e contraria. Una posizione che, sottolinea, è "condivisa da gran parte del mondo venatorio, dalla provincia di Crotone a tutta la Calabria.

Sì alla valorizzazione, ma con responsabilità

Barbatano chiarisce subito che l’opposizione non riguarda la valorizzazione del territorio e a dimostrarlo, evidenzia, è il sostegno dato in passato a progetti come la pista ciclabile sul fiume Neto, definita “un’opera bella, utile e fruibile da tutti”.
Tuttavia, il nodo centrale resta quello della gestione: “quando si realizzano opere bisogna avere anche la responsabilità di mantenerli”.

Le criticità sulla manutenzione

Ed è proprio sulla manutenzione che emergono le criticità più evidenti. Secondo Barbatano, lungo la pista ciclabile molte piante risultano abbandonate e i comuni coinvolti “non hanno garantito neanche la manutenzione ordinaria e straordinaria”.
Un impegno che, racconta, ha coinvolto direttamente anche lui: “Io stesso un giorno sì e un giorno no, anche di notte, mi sono recato sul posto per innaffiare quelle piante. Se non si riesce a mantenere ciò che già è stato realizzato, come si può pensare di creare un nuovo parco?”.

La posizione diventa quindi ancora più decisa: “Basta aree chiuse”, afferma, criticando la continua istituzione di vincoli che limitano l’attività venatoria. In Calabria, sostiene, si è ormai superata “una soglia accettabile” tra parchi, riserve e aree protette.

Barbatano richiama anche il ruolo dei cacciatori nella gestione del territorio: “L'attività venatoria non è un capriccio, ma uno strumento concreto di gestione fondamentale per il controllo della fauna selvatica, in particolare dei cinghiali, la cui proliferazione causa danni all’agricoltura e rischi per la sicurezza. Il messaggio finale è un appello alle istituzioni: “Chiediamo alla politica regionale e provinciale di fermarsi e riflettere”, ascoltando le esigenze di chi vive il territorio.

Il presidente dell’Associazione ha dunque promosso una manifestazione pacifica convocando cacciatori, associazioni venatorie, organizzazioni agricole e allevatori della provincia di Crotone. L’appuntamento è fissato per domenica 12 aprile alle ore 8, con ritrovo presso il ponte per Santa Severina lungo la pista ciclabile.

Veronica Romano

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