Parte il viaggio dell'Atalante della Restanza
L’iniziativa prende forma da un’idea dell’antropologo Vito Teti, in un percorso condiviso con il crotonese Gianni Pitingolo
È online l’Atlante della Restanza (www.atlantedellarestanza.it), la piattaforma che traccia le rotte e connette le comunità che resistono e camminano. Il progetto nasce dall’esigenza di ripensare il modo in cui si abitano i territori, il tempo e le scelte di vita, mettendo in rete un’Italia spesso invisibile: persone e comunità che scelgono di restare, tornare e prendersi cura di paesi, città, aree interne e territori di confine.
Un lavoro multidisciplinare
L’iniziativa prende forma da un’idea dell’antropologo Vito Teti, in un percorso condiviso con l’Avv. Gianni Pitingolo, CRISSA – Centro Ricerche Iniziative Spopolamento Spostamenti Ambiente e l’associazione crotonese #IoResto, e si sviluppa grazie al contributo di un gruppo di lavoro multidisciplinare composto da Cristina Brizzi, Diana Senese, Enza Macaluso, Federica Bueti, Ludovica Franzè, Silvana Iannelli, Salvatore Giuseppe Di Spena e Alberto Gangemi.
Cuore della piattaforma è la mappa interattiva in continuo aggiornamento, che raccoglie luoghi, storie, progetti e azioni di rigenerazione segnalate da cittadini, associazioni e realtà locali. La partecipazione è aperta ed è possibile contribuire compilando il modulo dedicato (https://forms.gle/uShJ3bYTRiyARAzRA). Il sito ospita, inoltre, un ambiente editoriale partecipativo con articoli, approfondimenti e il Memorandum della Restanza, strumenti pensati come pratica, gesto politico e prospettiva culturale per custodire e tramandare nel tempo storie e pratiche che spesso restano ai margini del racconto pubblico.
L’Atlante della Restanza si propone così come una bussola collettiva capace di disegnare nuove geografie e restituire centralità ai territori, alla comunità ed ai saperi che custodiscono e li abitano.
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