Pasolini, i liceali di Mesoraca riscoprono l’intellettuale scomodo

All’Istituto Raffaele Lombardi Satriani incontro di studio su Pier Paolo Pasolini tra letteratura, cinema e pensiero critico

A cura di Redazione
07 marzo 2026 17:30
Pasolini, i liceali di Mesoraca riscoprono l’intellettuale scomodo - Foto Luigi Stanizzi
Foto Luigi Stanizzi
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Nell’auditorium dell’Istituto Raffaele Lombardi Satriani di Mesoraca, gli alunni delle classi quinte del Liceo delle Scienze umane hanno dato vita all’incontro formativo dal titolo “Pier Paolo Pasolini: scomodo e necessario. Troppo libero per essere ignorato”. L’iniziativa, coordinata dalle docenti Marzia D’Ambrosio e Daniela Miletta, è stata accolta dalla dirigente scolastica Antonella Parisi, che ha aperto i lavori introducendo la complessa e affascinante figura di Pier Paolo Pasolini.

Nel suo intervento introduttivo, la dirigente ha sottolineato l’importanza di riscoprire il pensiero pasoliniano non soltanto come occasione di approfondimento letterario, ma anche come stimolo etico e civile per le nuove generazioni. L’auditorium è stato trasformato per l’occasione in un suggestivo spazio narrativo grazie al contributo della docente di storia dell’arte Francesca Carvelli: una scenografia curata nei dettagli ha riprodotto la scrivania di Pasolini, con macchina da scrivere e oggetti evocativi della sua dimensione quotidiana e intellettuale. A illuminare simbolicamente la scena, alcuni barattoli di lucciole, richiamo alla celebre metafora dell’autore.

L’incontro ha dato vita a un dibattito approfondito sulla figura poliedrica dell’intellettuale friulano. La professoressa Eloisa Tesoriere ha ripercorso il legame tra Pasolini e la Calabria, soffermandosi anche sulla complessa relazione con Cutro. Attraverso un’analisi puntuale degli eventi storici, ha spiegato come quell’incomprensione non abbia scalfito l’importanza dell’autore per la regione, anzi ne abbia evidenziato la capacità di leggere con lucidità le contraddizioni di un territorio che amava e considerava tra gli ultimi luoghi di autenticità.

La docente Daniela Miletta ha offerto una disamina della statura letteraria di Pasolini, evidenziandone la capacità di spaziare tra diversi generi e linguaggi. Nel suo intervento ha definito Pasolini un “poeta delle figure”, capace di unire realismo e simbolismo, utilizzando la parola come strumento di verità e provocazione intellettuale. Un autore che ha saputo leggere con lucidità quasi profetica i cambiamenti della società italiana e che ha trasformato il quotidiano e il marginale in materia letteraria.

La professoressa Marzia D’Ambrosio, docente di storia e filosofia, ha guidato gli studenti nell’analisi delle radici ideologiche del pensiero pasoliniano, soffermandosi sul rapporto con il marxismo. È stato evidenziato come, mentre per Karl Marx il proletariato rappresentasse il soggetto storico della lotta di classe, per Pasolini l’attenzione si concentrasse sul sottoproletariato, visto come depositario di una vitalità non ancora omologata dal capitalismo.

Il contributo cinematografico è stato affidato all’avvocato Eugenio Attanasio, regista e presidente della Cineteca della Calabria, che ha illustrato il percorso filmico di Pasolini a partire da “Accattone”, soffermandosi in particolare su “Il Vangelo secondo Matteo”. In quell’opera – ha spiegato – la Calabria diventa protagonista spirituale e materica, con paesaggi e volti che restituiscono la dimensione arcaica e sacra ricercata dal regista.

A rendere ancora più vivo il racconto della vita del poeta è stato il giornalista Luigi Stanizzi, che ha arricchito l’incontro con aneddoti legati alle frequentazioni calabresi di Pasolini, ricordando il rapporto con Ninetto Davoli e l’incontro con Totò, due figure che hanno segnato la storia del cinema italiano. Il racconto ha restituito agli studenti un Pasolini più umano, immerso nelle relazioni e nei territori che amava esplorare.

Lo stesso Luigi Stanizzi ha suggerito di replicare l’iniziativa con proiezioni e momenti di approfondimento aperti alla cittadinanza di Mesoraca e ad altre scuole, per diffondere ulteriormente il pensiero pasoliniano.

Protagonisti attivi dell’incontro sono stati proprio gli studenti e le studentesse delle classi quinte, che hanno presentato riflessioni e analisi su articoli, saggi, film, romanzi e poesie dell’autore. Tra i temi affrontati: l’opera letteraria di Pasolini, il mistero della sua morte, il romanzo “Ragazzi di vita”, il ruolo dell’intellettuale scomodo, “Il PCI ai giovani”, i fatti di Valle Giulia, l’omologazione culturale, il vuoto di potere in Italia, il Premio letterario di Crotone assegnato a Pasolini, la poesia “Supplica a mia madre” e il film “Salò”.

Dal confronto è emersa soprattutto la maturità con cui i giovani hanno affrontato la complessità del pensiero pasoliniano. Non un semplice esercizio di memoria scolastica, ma un confronto diretto con un autore che continua a interrogare il presente. Gli studenti hanno dimostrato attenzione e partecipazione, cogliendo l’attualità delle riflessioni di Pasolini sui cambiamenti sociali e culturali.

A oltre un secolo dalla nascita, Pier Paolo Pasolini continua così a parlare alle nuove generazioni, che nel suo pensiero trovano ancora oggi uno strumento di analisi critica e di consapevolezza civile.

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