HUMANITAS

Piazzale Nettuno, i crotonesi portano coperte ai migranti rimasti senza riparo: "Aiutateci"

Quasi venti persone sono ancora nell’area dopo lo sgombero: servono coperte e un posto dove dormire, l’appello dei giovani pakistani e afghani

A cura di Redazione
06 novembre 2026 20:00
Piazzale Nettuno, i crotonesi portano coperte ai migranti rimasti senza riparo: "Aiutateci" - Foto: Redazione
Foto: Redazione
Condividi

Appena arriviamo a Piazzale Nettuno, alcuni corrono verso le auto. Sanno che ci sono coperte. Cercano qualcosa che possa aiutarli a superare un’altra notte all’aperto. Indossano infradito, cappelli di lana e giubbotti, ma non basta. Il freddo si fa sentire e quello che chiedono, prima di ogni altra cosa, è un riparo.

La vicenda di Piazzale Nettuno non si è conclusa con lo sgombero effettuato nella giornata di oggi. Dopo il trasferimento di numerosi cittadini stranieri nelle strutture di prima accoglienza, nell'area sono rimaste quasi venti persone. Alcune hanno fatto ritorno proprio lì, nel luogo che negli ultimi tempi era diventato il loro punto di riferimento, perché non hanno un altro posto dove andare.

Nella giornata odierna la Prefettura di Crotone ha autorizzato il trasferimento di altri 33 cittadini stranieri nelle strutture di accoglienza del Ministero dell'Interno, dopo il completamento delle procedure di screening (QUI l'articolo) Un numero che si aggiunge ai 27 trasferimenti già autorizzati nel corso della settimana. Dal primo luglio sono complessivamente 423 i migranti presenti a Crotone inseriti nel sistema di prima accoglienza.

Ma per chi è rimasto, l'emergenza continua. Le persone con cui abbiamo parlato sono originarie del Pakistan e dell'Afghanistan. Si tratta di giovani uomini, di età compresa indicativamente tra i 30 e i 35 anni, almeno tra quelli incontrati poco prima delle 20:00.

Raccontano di essere in difficoltà e di cercare da settimane una soluzione. «È da un mese che andiamo al campo per chiedere aiuto. Ogni volta ci dicono di tornare domani».

Una situazione che, nelle loro parole, diventa sempre più difficile da sostenere. «Non abbiamo un posto dove dormire. Vi chiediamo, per favore, di aiutarci e di trovare al più presto una sistemazione per noi».

C'è anche chi mostra la coperta che ha ricevuto in queste ore da una persona. È tutto quello che ha a disposizione. «Non abbiamo nient'altro. Abbiamo davvero bisogno di aiuto e di un posto dove dormire», racconta uno dei ragazzi.

Nel frattempo, qualcuno ha deciso di non voltarsi dall'altra parte. Alcune persone, questa sera, hanno portato delle coperte a chi è rimasto, cercando di offrire un aiuto concreto per la notte. Dopo la pulizia straordinaria dell'area, resta una questione che non può essere ignorata: quella di chi, terminata l'operazione, continua a non sapere dove andare. Quasi venti persone sono ancora lì. Chiedono un posto dove dormire, una coperta per ripararsi dal freddo e qualcuno che possa ascoltare la loro richiesta di aiuto. Mentre andiamo via, scorgiamo un signore sui cinquant'anni. Indossa un cappello. Presumiamo che dormirà anche lui lì. Ci ha salutato dicendo: "Buonasera".

Danilo Ruberto

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail