Salute mentale, dentro l’emergenza di Crotone: pochi medici per 14 mila pazienti
Azienda Zero bandisce 26 posti, 4 a Crotone, ma la fuga degli specialisti verso Catanzaro rischia di lasciare irrisolto il problema
Crotone - Sono tanti gli appelli lanciati per rafforzare il servizio di psichiatria nel crotonese. Una richiesta che oggi torna con forza davanti a una situazione che non riguarda soltanto il reparto dell’ospedale San Giovanni di Dio, ma l’intero Dipartimento di Salute Mentale. Sono circa 14 mila, infatti, i pazienti presi in carico dai servizi sul territorio, a fronte di un organico medico ridotto. Da oltre cinque anni la struttura sanitaria crotonese convive con una carenza di personale che ha ormai raggiunto livelli difficilmente sostenibili. Una situazione che, secondo quanto emerge, non sarebbe riconducibile a una mancata volontà dell’Azienda sanitaria provinciale di intervenire, ma soprattutto a un problema più ampio di programmazione e di distribuzione degli specialisti a livello regionale. Il nodo principale è infatti rappresentato dalla forte disparità territoriale.
Il nodo dei concorsi
Negli ultimi anni i concorsi banditi nella provincia di Catanzaro hanno attirato la maggior parte degli specialisti disponibili. La presenza nel capoluogo regionale dell’Università e della scuola di specializzazione in Psichiatria costituisce un elemento determinante. Ecco perché molti medici, per ragioni professionali, logistiche e di carriera, preferiscono rimanere o trasferirsi a Catanzaro. Il risultato è una situazione fortemente squilibrata. Se la realtà catanzarese può contare su oltre quaranta psichiatri, a Crotone l’organico è ridotto a pochissime unità, chiamate a garantire un servizio che interessa una platea molto ampia di utenti. La pressione sul personale non deriva soltanto dall’attività clinica. I servizi di salute mentale devono infatti occuparsi di un numero elevato di prestazioni, comprese quelle di carattere medico-legale e amministrativo: dalle certificazioni per l’invalidità ai rinnovi delle patenti, fino alle diverse attività connesse alla presa in carico dei pazienti.
I numeri
Secondo le stime, circa il 10% della popolazione crotonese entra in contatto con i servizi di salute mentale, con oltre 14 mila persone prese in carico. Numeri che rendono ancora più evidente la sproporzione tra la domanda di assistenza e le risorse disponibili. Il rischio è quello di sottoporre il personale a carichi di lavoro sempre più pesanti, con inevitabili ripercussioni. Nel tentativo di fronteggiare l’emergenza, l’Asp di Crotone ha recentemente fatto ricorso anche al reclutamento di quattro medici specializzandi attraverso un avviso pubblico. Un intervento che consente di tamponare, almeno in parte, le difficoltà immediate, ma che non risolve il problema strutturale e lascia aperta la questione della stabilizzazione futura.
Una nuova procedura selettiva che potrebbe penalizzare Crotone
A complicare ulteriormente il quadro è ora la nuova procedura regionale di reclutamento. Con la deliberazione numero 271 del 10 agosto 2026, l’Azienda per il Governo della Sanità della Regione Calabria – Azienda Zero ha indetto una procedura selettiva regionale per la copertura a tempo indeterminato di 26 posti di dirigente medico nella disciplina di Psichiatria. Il provvedimento prevede, in una prima fase, un avviso di mobilità e, successivamente, un concorso pubblico destinato a coprire i fabbisogni indicati dalle aziende sanitarie calabresi.
La distribuzione dei posti fotografa le diverse esigenze territoriali: otto sono destinati all’Asp di Reggio Calabria, sei all’Asp di Cosenza, cinque all’Asp di Catanzaro, quattro all’Asp di Crotone e tre all’Asp di Vibo Valentia.
I quattro posti assegnati a Crotone rappresentano certamente un'opportunità per rafforzare un organico in grave sofferenza ma proprio il meccanismo del concorso regionale potrebbe creare un ulteriore problema. La presenza dell’unica scuola di specializzazione in Psichiatria della Calabria a Catanzaro continua infatti a rendere il capoluogo una destinazione particolarmente attrattiva per gli specialisti. Il timore è quindi che il nuovo reclutamento non produca il necessario riequilibrio territoriale e che, al contrario, possa favorire anche la mobilità del personale già in servizio a Crotone verso altre realtà considerate più appetibili. In questo scenario, l'Asp rischierebbe di perdere risorse proprio mentre tenta di consolidare un servizio già sottodimensionato. Il caso crotonese, del resto, non è isolato. La carenza di specialisti sta mettendo in difficoltà i servizi di salute mentale in diverse aree della Calabria. A Vibo Valentia, la mancanza di personale ha già contribuito alla chiusura del reparto di degenza, costringendo pazienti e famiglie a rivolgersi ad altre strutture della regione. È proprio questo lo scenario che Crotone vuole evitare. La questione, dunque, non è soltanto quella di bandire nuovi posti, ma di assicurarsi che gli specialisti vengano effettivamente distribuiti dove il bisogno assistenziale è maggiore.
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