Psichiatria a Crotone, l'allarme: «A rischio il diritto alla salute»

Il CNDDU chiede interventi urgenti per garantire continuità assistenziale e tutela dei pazienti

A cura di Redazione
23 agosto 2026 11:00
Psichiatria a Crotone, l'allarme: «A rischio il diritto alla salute» - Foto: Redazione
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Crotone – È forte la preoccupazione espressa dal Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani (CNDDU) per la situazione della Psichiatria dell’Azienda Sanitaria Provinciale di Crotone. Al centro dell’attenzione c’è soprattutto la carenza di specialisti a fronte di un numero elevato di pazienti in carico, una condizione che, secondo il Coordinamento, non può essere ricondotta a una semplice difficoltà organizzativa.

«Quando un servizio essenziale rischia di non riuscire più a rispondere adeguatamente alla domanda di assistenza – sottolinea il CNDDU – il problema investe direttamente il diritto alla salute».

Particolare rilievo viene attribuito alla continuità assistenziale, considerata fondamentale soprattutto nell’ambito della salute mentale. «Un percorso psichiatrico non può dipendere dalla disponibilità occasionale di personale né essere condizionato da procedure amministrative che richiedono tempi incompatibili con le esigenze dei pazienti», afferma il Coordinamento, ricordando come dietro ogni ritardo vi siano pazienti in attesa, famiglie chiamate ad affrontare situazioni complesse e professionisti sottoposti a carichi di lavoro sempre più pesanti.

Reclutamento, condizioni di lavoro e attrattività del territorio

Il reclutamento di nuovi medici rappresenta, secondo il CNDDU, un passaggio necessario ma non sufficiente. «Bandire posti è indispensabile; riuscire a coprirli e creare le condizioni perché gli specialisti scelgano di lavorare e rimanere a Crotone è la vera sfida», si legge nel documento.

Il rischio, evidenzia il Coordinamento, è quello di un circolo vizioso: la riduzione del personale determina un aumento dei carichi di lavoro, che a sua volta può rendere il servizio meno attrattivo per i professionisti. Per questo, «la tenuta della sanità pubblica non può essere affidata alla disponibilità dei pochi professionisti rimasti».

Il tema riguarda anche le condizioni di lavoro degli operatori sanitari. Il CNDDU riconosce il valore dell’impegno quotidiano dei professionisti, ma avverte che tale disponibilità «non può diventare il rimedio permanente a una carenza di programmazione». Tutelare medici e operatori significa anche tutelare i pazienti, perché condizioni di lavoro sostenibili rappresentano una componente della qualità delle cure.

Nel comunicato emerge inoltre una questione di uguaglianza sostanziale. Richiamando l’articolo 32 della Costituzione, il Coordinamento ricorda che la salute è un diritto fondamentale, ma osserva che «un diritto è realmente tale soltanto quando può essere esercitato». La debolezza dei servizi territoriali può infatti costringere le persone più fragili e le loro famiglie a rivolgersi altrove, trasformando la distanza geografica in una barriera economica e sociale.

«Nella salute mentale, dove tempestività e continuità sono decisive, anche una distanza può diventare una forma di disuguaglianza», sostiene il CNDDU.

L’appello alle istituzioni: «Crotone non può abituarsi ad andare altrove»

Da qui la richiesta di un intervento coordinato che coinvolga Regione Calabria, Azienda Zero, ASP di Crotone e sistema universitario. L’obiettivo indicato è duplice: affrontare rapidamente le criticità immediate e, contemporaneamente, costruire condizioni professionali in grado di attrarre e trattenere gli specialisti, rafforzando la rete territoriale e programmando per tempo il ricambio degli organici.

Pensionamenti, trasferimenti, aspettative e difficoltà di reclutamento, secondo il Coordinamento, non possono essere affrontati soltanto quando il sistema è ormai vicino al limite. «Una sanità che interviene esclusivamente nell’emergenza finisce inevitabilmente per rincorrere i problemi invece di prevenirli».

Il CNDDU chiede quindi alle istituzioni competenti di considerare la situazione della Psichiatria crotonese una priorità e di fornire «risposte verificabili in tempi adeguati alle necessità dei cittadini».

La conclusione del comunicato è un richiamo diretto alla necessità di garantire servizi sanitari adeguati sul territorio: «Crotone non può abituarsi all’idea che per ricevere un servizio essenziale sia necessario andare altrove». E ancora: «Le famiglie non possono essere chiamate a colmare, con sacrifici personali ed economici, ciò che il sistema pubblico fatica a garantire».

Il messaggio finale del Coordinamento è netto: «La salute mentale non può diventare urgente soltanto quando un servizio rischia di fermarsi». La vera responsabilità delle istituzioni, conclude il CNDDU, consiste nell’«impedire che quel limite venga raggiunto».

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