Santa Severina - "La nostra scuola sta crollando"

L'allarme lanciato dagli studenti del Liceo Classico Borrelli che chiedono l'intervento delle istituzioni

A cura di Redazione
27 gennaio 2026 11:00
Santa Severina - "La nostra scuola sta crollando" -
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Santa Severina - "La nostra amata e bellissima scuola sta crollando", è questo il cuore dell'appello che gli studenti del Liceo Classico "Diodato Borrelli" di Santa Severina hanno deciso di rivolgere alle istituzioni. Ormai da mesi, infatti, sono costretti a vivere in un'ambiente scolastico inadeguato: umidità e infiltrazioni di acqua piovana, a lungo trascurate e aggravatesi a causa delle recenti piogge, non solo hanno portato al distacco di grande porzioni di intonaco, tanto nei corridoi quanto nelle aule, ma hanno avuto come esito anche la dichiarazione di inagibilità di una classe.

"Un luogo che dovrebbe garantire sicurezza, serenità e qualità dello studio è diventato improvvisamente un ambiente pericoloso", affermano gli studenti, che raccontano come una classe fosse stata evacuata già prima della più recente allerta meteo. Ad accogliergli era stato così prima il laboratorio di informatica, poi un ambiente progettato per attività extra scolastiche: prima postazioni fisse, sedie non ergonomiche, cavi e monitor che impedivano i movimenti, poi uno spazio distaccato dal resto della scuola, freddo e con la quasi totale assenza di linea internet. Tutto ciò si è tramutato in lezioni difficoltose e spesso interrotte: "Quella che viene definita una soluzione temporanea rischia di diventare un ostacolo reale al nostro diritto allo studio. E questo è inaccettabile - si legge nel comunicato rilasciato dagli studenti - una scuola dovrebbe essere un luogo sicuro, curato e funzionale. Dovrebbe rappresentare uno spazio capace di accogliere la crescita, le aspirazioni e la quotidianità dei suoi studenti. Invece assistiamo a una realtà in cui la manutenzione arriva solo quando il danno è già avvenuto e, purtroppo, nel nostro caso nemmeno questo." Nonostante le numerose segnalazioni e sollecitazioni che sono state rivolte dalla Preside, Antonietta Ferrazzo, alle autorità competenti, la situazione resta grave e l'acqua piovana continua a essere raccolta nella scuola attraverso l'utilizzo di bacinelle di plastica.

Interventi immediati e concreti e comunicazioni trasparenti e aggiornate sullo stato dei lavori e sui tempi previsti, sono queste le richieste che gli studenti rivolgono alle autorità competenti. Stanchi di sentirsi ignorati e "figli di un Dio minore", chiedono che sia loro garantito uno spazio adeguato dove poter iniziare a costruire il proprio futuro: "La scuola non è un semplice edificio: è il luogo in cui trascorriamo le nostre giornate, in cui immaginiamo e costruiamo il nostro futuro. E un futuro non può nascere tra soffitti che cedono e lezioni improvvisate in spazi inadatti".

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