Un cigno reale alla foce del Passovecchio: nuova presenza nell’area umida di Crotone
Avvistato dai soci del Circolo Ibis ODV tra le acque della zona industriale: la specie è rara lungo la costa ionica calabrese
Un evento di notevole interesse naturalistico è stato documentato nelle ultime settimane alla foce del torrente Passovecchio, nell’area umida retrostante le ex fabbriche di Crotone. I soci del Circolo per l’Ambiente Ibis ODV hanno infatti osservato la presenza di un esemplare di Cigno reale (Cygnus olor, Linnaeus 1758), grande uccello acquatico appartenente alla famiglia degli Anatidi.
Il Cigno reale è facilmente riconoscibile per il piumaggio completamente bianco negli adulti, il becco arancione con base nera e il lungo collo elegantemente arcuato. Si tratta di una specie tipica di laghi, stagni, lagune e zone umide con acque calme, dove si alimenta principalmente di vegetazione acquatica.
In Europa il Cigno reale è diffuso soprattutto nelle regioni centrali e settentrionali del continente, mentre in Italia è più comune nelle grandi zone umide del Nord e del Centro. Nelle regioni meridionali, e in particolare lungo la costa ionica della Calabria, le osservazioni risultano invece meno frequenti.
La presenza di questo esemplare alla foce del Passovecchio assume quindi un particolare interesse naturalistico, anche perché l’area offre condizioni ambientali adatte alla sosta di uccelli acquatici grazie alla presenza di acque basse e vegetazione palustre.
L’osservazione è resa ancora più significativa dal fatto che lo scorso anno un altro esemplare della stessa specie era stato segnalato nella stessa zona, ma purtroppo l’animale fu successivamente ucciso da un branco di cani randagi, episodio che evidenziò la vulnerabilità della fauna selvatica in queste aree.
La nuova presenza conferma comunque l’importanza della foce del torrente Passovecchio come punto di sosta per diverse specie di uccelli acquatici e richiama l’attenzione sulla necessità di una maggiore tutela delle zone umide costiere.
Come osserva Girolamo Parretta, presidente del Circolo per l’Ambiente Ibis ODV, «anche singole presenze come questa dimostrano il valore naturalistico di ambienti spesso poco considerati e sottolineano quanto sia importante proteggere questi habitat affinché possano continuare a ospitare la fauna selvatica».
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