Unitalsi Crotone: Garofalo denuncia carenze e chiama volontari per gli ammalati

Durante la Giornata del Malato, il presidente di Unitalsi evidenzia la scarsità di personale e volontari mentre l’Arcivescovo Torriani invita a farsi prossimi e accorciare le distanze

A cura di Redazione
12 febbraio 2026 09:00
Unitalsi Crotone: Garofalo denuncia carenze e chiama volontari per gli ammalati -
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A Crotone, la Giornata Mondiale del Malato è stata l’occasione per riflettere sulle necessità reali della città e sul ruolo fondamentale di chi ogni giorno si prende cura degli ammalati. Ieri, presso la parrocchia del SS. Salvatore nel quartiere Fondo Gesù, l’Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, monsignor Alberto Torriani, ha presieduto la Santa Messa (QUI il nostro servizio), momento centrale delle iniziative diocesane dedicate agli ammalati, agli operatori sanitari, alle associazioni del territorio e alle loro famiglie. Tante le realtà presenti, a testimoniare una rete che lavora nel silenzio, lontano dai riflettori, ma con un impegno costante e concreto.

A margine della cerimonia, Carlo Garofalo, presidente di Unitalsi Crotone, ci ha spiegato le difficoltà quotidiane che l’associazione affronta. “Le problematiche sono tantissime, gli ammalati sono davvero tanti e noi siamo pochi – ha detto Garofalo – la mancanza di personale e di volontari rende difficile dare la vicinanza e l’assistenza che servirebbero. Per noi le porte sono sempre aperte, ma abbiamo bisogno di più cuore e di più mani disponibili per aiutare chi soffre. Non si tratta solo di cure mediche, ma di stare accanto, ascoltare, condividere il tempo con chi ha bisogno”.

Il messaggio di Carlo Garofalo si intreccia con l’omelia di Torriani, che ha richiamato il valore della prossimità e della cura. “Il malato, il fragile, chi è ferito nel corpo e nello spirito non è un problema da risolvere, ma una presenza da incontrare – ha detto l’Arcivescovo –. La cura comincia molto prima delle terapie: nasce da uno sguardo che non sfugge, da una mano che non si ritrae, dal tempo che ci si lascia interrompere”. Il Pontefice ricorda che non si tratta di stabilire chi merita aiuto, ma di diventare noi stessi prossimi, capaci di accorciare le distanze e di vivere concretamente il Vangelo.

L’Unitalsi, come ha spiegato Garofalo, lavora proprio in questa direzione: “Per noi l’Unitalsi è l’unità per l’ammalato. L’11 febbraio, memoria della Madonna di Lourdes, celebriamo questa giornata come il momento più importante dell’anno per testimoniare la vicinanza concreta a chi soffre. La nostra presenza non è solo simbolica, ma concreta: accompagnare, ascoltare, sostenere”.

Durante la celebrazione, non sono mancati momenti di festa e gratitudine: particolare attenzione è stata dedicata al venticinquesimo anniversario di vita consacrata di suor Anna Maria Rita Marino (QUI il nostro servizio), delle Figlie di Sant’Anna, in servizio dal 2005 presso l’ospedale di Crotone accanto ai malati. Una testimonianza concreta di dedizione, discrezione e fedeltà quotidiana, che traduce in azione ciò che l’Arcivescovo ha ricordato nell’omelia: la prossimità è amore concreto, tempo donato, presenza che resta.

In chiusura, l’invito è chiaro: accorciare le distanze, farsi prossimi, essere vicini agli ammalati non solo con le parole, ma con gesti concreti.

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