(VIDEO) Cirò, tappa a Tenuta Rosaneti: il mondo scopre i vitigni calabresi
Giudici, giornalisti e buyer del Concours Mondial de Bruxelles tra biodiversità e vini Librandi: oltre 200 varietà autoctone al centro della visita
Non solo degustazioni, ma esperienze immersive nel cuore della viticoltura calabrese: dopo le sessioni di assaggio del Concours Mondial de Bruxelles, giudici internazionali, giornalisti e buyer hanno fatto tappa a Cirò, ospiti della Tenuta Rosaneti della famiglia Librandi, vivendo una giornata dedicata alla scoperta più autentica del territorio.
Protagonista assoluto il giardino varietale, un vero patrimonio unico nel suo genere, dove sono custoditi oltre 200 vitigni calabresi. Un “fazzoletto di terra” che racchiude secoli di storia e biodiversità ampelografica, offrendo ai visitatori un viaggio tra le radici più profonde della viticoltura regionale.
I degustatori provenienti da tutto il mondo hanno potuto conoscere da vicino le varietà autoctone e assaggiare direttamente le produzioni, vivendo un’esperienza che ha unito cultura, ricerca e identità. Un momento che arricchisce il percorso del concorso e rafforza il legame tra vino e territorio.
«Sì, è un fazzoletto di terra che però rappresenta tutta la Calabria perché è stato realizzato dal compianto Nicodemo Librandi, lungimirante, con una visione eccezionale, che ha raccolto qui i vitigni andando in giro già da 30 anni fa a custodire tutta la biodiversità che la Calabria offre – ha spiegato Gennaro Convertini, responsabile promozione Arsac – perché ormai è una certezza: la Calabria è la culla della viticoltura. Questa storia ci ha regalato una banca dati genetica che consentirà alla viticoltura di affrontare con maggiore serenità i problemi causati dai cambiamenti climatici».
Un lavoro di ricerca e valorizzazione che affonda le radici nei primi anni Duemila e che oggi rappresenta il cuore pulsante dell’azienda Librandi, sempre più punto di riferimento per lo studio e la promozione dei vitigni autoctoni.
«È un lavoro iniziato nei primi anni 2000 ed è ancora continuo – spiega Raffaele Librandi – ed è diventato il cuore dell’azienda, la valorizzazione dei vitigni autoctoni. Il territorio ha ancora tantissime potenzialità e non è ancora pienamente conosciuto: attività come queste sono fondamentali, perché portare professionisti da tutto il mondo aiuta a far crescere il territorio».
«È anche un modo per far apprezzare vini che spesso non riescono ad arrivare all’estero, perché la viticoltura calabrese è fatta di tante piccole realtà. Dare visibilità a tutte le aziende è fondamentale».
La tappa alla Tenuta Rosaneti si inserisce così in un percorso più ampio di promozione che trasforma la Calabria in una vetrina internazionale, dove il vino diventa ambasciatore di cultura, storia e innovazione. Una giornata che ha lasciato il segno nei protagonisti del concorso e che conferma come Cirò continui a essere uno dei luoghi simbolo della rinascita enologica del Sud.
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