(VIDEO) Crotone, concluso RI.PARTI.AMO: una rete contro la povertà educativa
Al Parco Pitagora presentati i risultati del progetto che ha coinvolto minori, famiglie, scuole e associazioni nel contrasto alla povertà educativa
Si è concluso al Parco Pitagora di Crotone il progetto RI.PARTI.AMO – Creando ambienti relazionali e di prossimità, un percorso dedicato al contrasto della povertà educativa minorile che, negli ultimi anni, ha coinvolto bambini e ragazzi dai 3 ai 17 anni, le loro famiglie, le scuole e numerose realtà del territorio.
Promosso dalla Cooperativa Sociale Noemi, il progetto ha sviluppato laboratori educativi ed extrascolastici, attività innovative negli istituti scolastici, percorsi di sostegno alla genitorialità e interventi rivolti ai minori con disturbi del neurosviluppo, con l'obiettivo di favorire inclusione, benessere e crescita della comunità educante.
L'iniziativa è stata realizzata grazie al sostegno di Impresa Sociale Con i Bambini, Fondazione San Zeno, Fondazione Santa Maria Addolorata e Caritas Italiana, insieme a una rete composta da Cooperativa Noemi, Cooperativa One, Associazione Le Coccinelle, Associazione Ape, Associazione Sabir, Parrocchia Sacro Cuore, Caritas Diocesana di Crotone-Santa Severina, Comune di Crotone, Università della Calabria, Istituto Comprensivo Alcmeone e Istituto Comprensivo Don Milani.
L'assessore alle Politiche sociali del Comune di Crotone, Maria Lucia Cosentino, ha sottolineato come il valore più importante dell'esperienza sia stato «la capacità di fare rete tra istituzioni, scuola, Terzo Settore, Chiesa, università e famiglie, costruendo una vera comunità educante capace di offrire opportunità concrete ai nostri bambini e ragazzi». Un ringraziamento è stato rivolto a tutti i partner, agli educatori, agli insegnanti, ai professionisti e ai volontari che hanno contribuito alla realizzazione del progetto, ribadendo che «lavorare insieme è la strada giusta per dare risposte concrete ai bisogni del territorio».
Un concetto ripreso da Barbara Scarriglia, responsabile del progetto per la Cooperativa Noemi, che ha spiegato come RI.PARTI.AMO sia nato proprio per affrontare la povertà educativa attraverso servizi costruiti sui bisogni reali della comunità. «Abbiamo scelto di partire da ciò che funziona, valorizzando il positivo e mettendo insieme competenze diverse. Nelle scuole partner abbiamo coinvolto tantissimi minori lavorando sulle life skills, sull'intelligenza emotiva, sulla capacità di collaborare e di riconoscere e gestire le proprie emozioni».
Il lavoro nelle scuole è stato uno degli elementi centrali del progetto. Angela Godano, docente dell'Istituto Comprensivo Alcmeone, ha evidenziato come la collaborazione con la Cooperativa Noemi prosegua da diversi anni: «Il progetto ha aiutato a migliorare le relazioni all'interno delle classi, offrendo ai ragazzi occasioni di lavoro di gruppo e di scrittura creativa. Ha coinvolto bambini della primaria e studenti della scuola secondaria di primo grado, accompagnandoli in un percorso di crescita che ogni anno si rinnova».
Accanto all'attività scolastica, grande spazio è stato riservato ai laboratori educativi. Lidia Russo, della Cooperativa One, ha raccontato l'approccio adottato con i ragazzi: «Abbiamo proposto un modo diverso di imparare, con laboratori di storia attraverso il fumetto, matematica, supporto scolastico e fotografia. Quest'ultima ha permesso ai giovani di osservare la città con occhi nuovi e di sentirsi cittadini attivi. In un'epoca dominata dal digitale è fondamentale stimolare e valorizzare la loro creatività».
Il progetto ha lasciato un segno anche nei quartieri cittadini. Antonella Covelli, dell'Associazione Le Coccinelle, ha ricordato l'esperienza maturata a Tufolo, dove, dopo la pandemia, le attività all'aperto sono diventate uno strumento di aggregazione: «In questi quattro anni siamo riusciti a coinvolgere sempre più famiglie, contribuendo a ricostruire il senso di comunità. Abbiamo rimesso in moto relazioni che sembravano essersi affievolite e il nome stesso del progetto racconta bene questo percorso di ripartenza».
Un ruolo importante è stato svolto anche dalla Parrocchia Sacro Cuore di Borgata San Francesco. Suor Caterina Lievore ha illustrato il contributo offerto attraverso il GREST estivo: «È stata una collaborazione preziosa perché ha permesso di costruire comunità coinvolgendo bambini, adolescenti, volontari e famiglie. Non solo attività ricreative e laboratori, ma anche occasioni di condivisione e momenti dedicati alla dimensione spirituale, contribuendo alla crescita educativa dei più piccoli».
L'evento conclusivo ha così rappresentato non solo il bilancio delle attività svolte, ma anche la testimonianza di un modello di collaborazione tra istituzioni, scuola, associazioni e territorio che, attraverso la costruzione di una solida comunità educante, punta a offrire nuove opportunità ai bambini, ai ragazzi e alle loro famiglie.
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