(VIDEO) Enrico Franza, il padre dei Calanchi della Vrica: “Il sogno è l’Unesco”
A Crotone la Menzione speciale al professore che ha raccontato i millenni dei calanchi della Vrica e li ha resi identità viva
Quando parla dei calanchi della Vrica, il professore Enrico Vittorio Sesto Franza richiama l’attenzione su millenni di storia geologica, molto più antica di qualunque civiltà umana. Qui il tempo non si misura in secoli, ma in ere. Gli strati di argilla che affiorano raccontano una storia che parte da oltre 1,8 milioni di anni fa, nel Pleistocene inferiore, quando questo territorio era coperto dal mare. È per questo che la Vrica è riconosciuta a livello internazionale come sezione stratigrafica di riferimento per il Calabriano, uno spartiacque fondamentale nella lettura della storia geologica del Mediterraneo e del pianeta.
Per Franza, quei millenni non sono mai stati solo materia di studio. Sono diventati esperienza diretta, e di amore puro. «L’amore per l’Avrica nasce dagli studi che ho avviato all’università, quando ho intrapreso la geografia applicata volendo assegnare al territorio un valore di utilizzazione economica», ci ha raccontato questa mattina prima della Menzione Speciale conferita dal comune di crotone. «In quel periodo gli studi internazionali erano indirizzati verso il Quaternario e chiesi la possibilità di lavorare sul campo, per verificare ciò che l’università mi aveva suggerito».
Nato a Siracusa nel 1938, residente a Crotone dal 1964, Franza ha insegnato matematica, poi geografia economica e infine geografia applicata in diverse scuole cittadine, tra cui la Vittorio Alfieri. È proprio a Crotone che il suo legame con la Vrica si consolida. All’epoca, ricorda con ironia, quasi nessuno sapeva cosa fosse. «Quando sono arrivato qui, la Vrica sembrava una parola sconcia», dice sorridendo, «ma era semplicemente un luogo che non era ancora stato raccontato».
Questa mattina, nella sala consiliare del Comune di Crotone, erano presenti anche alcuni suoi ex studenti, accorsi per omaggiarlo in occasione della consegna della Menzione speciale della città di Crotone, conferitagli dal sindaco Vincenzo Voce e dall’assessore alla Cultura Nicola Corigliano. Un riconoscimento che premia decenni di attività scientifica, culturale e civile dedicate alla tutela e alla valorizzazione del patrimonio paesaggistico crotonese.
I calanchi della Vrica, modellati dall’acqua e dal vento nel corso di milioni di anni, non sono solo un laboratorio geologico a cielo aperto, ma anche un luogo che ci racconta cosi. «I luoghi hanno un’anima e il nostro compito è scoprirla, esattamente come una persona umana», afferma Enrico Franza, richiamando il pensiero di James Hillman, psicologo e sostenitore della psicologia archetipica. Per lui, quell’anima coincide con la conoscenza profonda del territorio, con la capacità di leggere nei solchi dell’argilla la storia del tempo e dell’uomo.
Dai suoi amici viene chiamato lo “scopritore dei sentieri Franza”, per aver individuato e tracciato i percorsi che attraversano la Vrica, rendendo accessibile un paesaggio complesso e fragile. «Qualcuno mi definisce il padre dell’Avrica», chiarisce, «padre però in quanto alla conoscenza. La scienza è questo: studio per conoscere».
Il sogno, oggi, guarda al futuro. «Vorrei che l’Avrica diventasse un parco ludico tematico, allargato alla Valle del Neto», spiega. «La Valle del Neto è ricca di aria secca, così come l’Avrica è contenuta in un’aria secca». Un progetto che unisce tutela, divulgazione e sviluppo sostenibile, con un obiettivo ambizioso: far riconoscere alla Vrica non solo il valore scientifico, ma anche quello universale di un luogo che custodisce, nei suoi calanchi, milioni di anni di storia della Terra.
Danilo Ruberto
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