(VIDEO) Giornalisti cattolici, a Crotone il richiamo al volto e alla dignità delle persone
Celebrazione all’Immacolata con l’arcivescovo Torriani: informare è servizio tra verità, giustizia e nuove sfide tecnologiche
Riscoprire il volto e la persona come bussola del mestiere giornalistico, tra le nuove sfide della tecnologia e una società che cambia. È questo lo spirito che ha animato, questa mattina, l’incontro dei giornalisti cattolici della Calabria, riuniti a Crotone, nella chiesa dell’Immacolata, per la giornata voluta e organizzata dall’Ucsi Calabria, sezione “Natuzza Evolo”. Un appuntamento che, per la prima volta, si è svolto a Crotone e che ha avuto come momento centrale la celebrazione eucaristica presieduta da monsignor Alberto Torriani, arcivescovo di Crotone-Santa Severina.
Durante l’omelia, il presule ha richiamato le parole del pontefice Leone XIV, indicando alcune direttrici fondamentali per chi racconta la realtà: “Il rispetto dei fatti, la dignità delle persone, la tutela dei più fragili, la verità che non manipola”. Un messaggio forte, pronunciato nel corso della messa delle 11.30, aperta ai giornalisti cattolici della Calabria, in un tempo segnato da trasformazioni profonde nel modo di comunicare.
Alla celebrazione eucaristica hanno partecipato, tra gli altri, il direttore dell’Ufficio comunicazioni sociali della Curia, don Oreste Mangiacapra, il segretario dell’arcivescovo don Francesco Antonio Cardace, giornalisti provenienti da diverse parti della regione, l’assessore Giovanni Greco in rappresentanza del sindaco di Crotone, il vicecapo di Gabinetto del Prefetto Zaccaria Sica, rappresentanti della Polizia di Stato e altre autorità civili e istituzionali.
Al centro della giornata, il tema della comunicazione come servizio e come espressione concreta di giustizia. Un concetto ribadito dallo stesso arcivescovo Torriani: “La giustizia non è un’idea astratta. È la scelta di non usare le persone per fare notizia, ma usare la notizia per servire le persone”.
Presenti Santa Giannazzo, presidente dell’Ucsi Calabria “Natuzza Evolo”, Carlo Parisi, segretario generale della Figec, e Anna Russo, vicepresidente Ucsi e Figec. Santa Giannazzo ha sottolineato il senso più profondo dell’impegno dei giornalisti cattolici: “La speranza è quella di poter testimoniare i valori cristiani e cattolici, che poi sono valori universali, anche nel mondo del giornalismo: la ricerca della verità, il racconto pulito, senza aggressività. Cerchiamo di fare bene il nostro lavoro, è la regola che ci diamo e che proviamo a testimoniare”.
Carlo Parisi ha invece posto l’accento sul rischio dell’isolamento sociale e sulla responsabilità dell’informazione: “Sempre più spesso arrivano notizie di anziani che muoiono da soli, di persone in difficoltà, di giovani in crisi esistenziale. I giornalisti dovrebbero fare molta attenzione a queste realtà, cercando di non trasformare le tragedie in spettacolo, ma di veicolare un messaggio positivo, di ascolto e di vicinanza alle persone”.
Nel suo intervento ai nostri microfoni, monsignor Torriani ha richiamato il valore simbolico e concreto dell’Eucaristia celebrata insieme: “È un ritorno alle radici della professione e della vocazione dei giornalisti cattolici. Le radici indicate anche da Papa Leone: il volto e la parola, cioè le persone. Sono queste l’immagine che abbiamo davanti quando guardiamo la realtà e la raccontiamo”.
Dopo la celebrazione, i lavori sono proseguiti con un momento di riflessione nei locali della Curia, moderato dalla giornalista Giusy Regalino, con gli interventi della presidente dell’Ucsi Calabria Santa Giannazzo, di Carlo Parisi e di Anna Russo, in un confronto aperto sui temi dell’etica, della responsabilità e del ruolo del giornalismo nella società contemporanea.
Danilo Ruberto
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