(VIDEO) Maschere bianche in piazza: “Non siamo fantasmi, vogliamo risposte”

Sit-in dei lavoratori ex LAP a Crotone: contratti in scadenza il 18 maggio e nessuna certezza sul futuro, domani protesta in Regione

A cura di Redazione
22 aprile 2026 11:44
(VIDEO) Maschere bianche in piazza: “Non siamo fantasmi, vogliamo risposte” - Foto: Redazione
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“Non siamo fantasmi”. Le maschere bianche indossate in Piazza della Resistenza, questa mattina, sono diventate il simbolo più forte della protesta dei lavoratori della vertenza digitalizzazione. Dietro quei volti coperti, una richiesta precisa: essere riconosciuti, ascoltati, avere risposte.

Alle 10:30 il sit-in promosso da Confial ha riunito decine di lavoratori ex LAP, molti dei quali a rischio occupazionale con la scadenza dei contratti fissata al 18 maggio. Una mobilitazione pacifica, ma con contenuti chiari, che apre una due giorni di protesta destinata a spostarsi domani alla Cittadella regionale di Catanzaro.

A spiegare la situazione è Gaetano Menzano, rappresentante sindacale: «Dal 18 maggio ci scade il contratto a tempo determinato, siamo già in cassa integrazione dal 10 aprile. Dopo tante promesse ci siamo ritrovati con un contratto di un anno e oggi non sappiamo cosa succederà. Non abbiamo risposte. Per questo chiediamo di non essere fantasmi, ma persone reali, con una prospettiva».

Il riferimento è ai 74 lavoratori ex progetto, ma il quadro complessivo è più ampio: 894 addetti coinvolti tra Crotone, Rende e Settingiano, di cui 654 attualmente in CIGS. Numeri che, come sottolineato durante la manifestazione, incidono direttamente sulla tenuta occupazionale e sociale del territorio.

Accanto a lui, il segretario provinciale Fabio Tomaino ha ribadito il senso dell’iniziativa: «Più che una protesta è una richiesta di responsabilità. C’è un’emergenza, che riguarda la stabilizzazione dei 74 lavoratori, trattati come fantasmi nonostante il loro ruolo nella produzione. Hanno già subito due sacrifici: la mancata stabilizzazione a dicembre 2024 e poi un contratto di un anno in scadenza il 18 maggio».

Le maschere, ha spiegato, non sono una provocazione ma un messaggio: «Dietro quelle maschere ci sono persone, lavoratori, famiglie. C’è una richiesta di riscatto e di rilancio di un progetto che ha mostrato criticità evidenti: disorganizzazione, mancanza di controllo, periodi di inattività. I lavoratori stessi hanno denunciato di essere stati pagati senza lavorare, senza protocolli chiari e con servizi di bassa qualità».

Durante la mattinata è emersa anche una critica netta alla gestione del progetto di digitalizzazione, nato con l’obiettivo di creare sviluppo ma, secondo i sindacati, progressivamente svuotato nella sua attuazione concreta.

La richiesta resta quella già avanzata nei giorni scorsi: uscire dalla precarietà e avviare un percorso industriale definito. La CIGS, hanno ribadito i lavoratori, non può rappresentare una soluzione prolungata fino al 2026, ma solo una fase temporanea verso la stabilizzazione.

La mobilitazione proseguirà domani con un nuovo presidio alla Cittadella regionale di Catanzaro, nel tentativo di ottenere un confronto diretto con le istituzioni.

Danilo Ruberto

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