(VIDEO) Monsignor Agostino, il pastore che ha rinnovato la Chiesa crotonese

Alla chiesa di Santa Rita il ricordo delineato da Staglianò: fede vissuta, dialogo e impegno sociale nel solco del Concilio Vaticano II

A cura di Redazione
01 maggio 2026 22:16
(VIDEO) Monsignor Agostino, il pastore che ha rinnovato la Chiesa crotonese - Foto: Redazione
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Il ricordo di Monsignor Giuseppe Agostino, delineato questa sera da monsignor Antonio Staglianò, presidente della Pontificia Accademia di Teologia, ha preso forma nella chiesa di Santa Rita, in un incontro intenso e carico di memoria. Un ricordo nato attorno al volume “Credibile è solo Amore - Agape”, opera che si configura come un' analisi della teologia sapienziale e del vissuto cristiano di Giuseppe Agostino, pastore che ha guidato la diocesi crotonese per venticinque anni.

L’iniziativa, introdotta dai saluti di monsignor Alberto Torriani, Arcivescovo di Crotone-Santa Severina, e di monsignor Fortunato Morrone, Arcivescovo di Reggio Calabria-Bova, ha visto la partecipazione dello stesso autore monsignor Antonio Staglianò.

Attraverso le pagine del libro emerge il ritratto di un uomo che ha saputo coniugare profondità teologica e concretezza pastorale, rendendo la fede un’esperienza viva, capace di incidere nella realtà sociale e culturale del territorio.

Un patriarca, lo ha definito Staglianò, capace di lasciare un’impronta duratura nella Chiesa e nella società. E il racconto si intreccia con quello di Ezio Limina, che ha ricordato come “il padre di cinquanta sacerdoti”, alcuni dei quali poi divenuti vescovi, formati anche grazie alla sua intuizione di mandarli a studiare tra Roma e Milano.

“Un vescovo che pensava… sembra una cosa scontata e banale, ma pensava”, ha sottolineato monsignor Fortunato Morrone, evidenziando la profondità di una guida capace di leggere i tempi e di anticipare i cambiamenti.

E proprio dal vescovo Staglianò arriva il ritratto più articolato: un episcopato lungo “ventiquattro anni e mezzo, un tempo pieno”, dentro il quale si colloca non solo una stagione di storia ma il rinnovamento concreto del Concilio Vaticano II. Monsignor Agostino, ha spiegato, ha saputo trasformare una Chiesa ancora legata a strutture del passato, rendendola dinamica, puntando sulla formazione del clero e rinnovando profondamente la catechesi.

Un’azione pastorale che non si fermava alla dimensione rituale: la fede, secondo Agostino, non poteva ridursi a pratiche esteriori, ma doveva tradursi in vita concreta, nella carità e nell’attenzione agli ultimi. Un’impostazione che lo ha portato a confrontarsi anche con i grandi temi sociali del territorio crotonese, dalla disoccupazione alle ferite ambientali, diventando una voce autorevole e spesso controcorrente.

Staglianò ha ricordato anche la sua straordinaria apertura al dialogo, maturata nell’assimilazione piena del Concilio, e la capacità di costruire ponti tra Nord e Sud, intuizione che si è tradotta nell’invio di giovani sacerdoti a formarsi fuori regione, generando una nuova classe dirigente ecclesiale.

Un legame personale, quello raccontato dal teologo, che affonda nelle radici della sua vocazione: fu proprio Agostino, racconta monsignor Staglianò, a ordinarlo diacono e sacerdote, intuendone le capacità e indirizzandolo verso un percorso di studi a Milano, "dentro una visione ampia e profetica della Chiesa".

Il ricordo del ministero episcopale di Monsignor Agostino è stato arricchito anche dagli interventi della giornalista Giusy Regalino e dello stesso Limina, mentre la presentazione tecnica del volume è stata affidata a Iginio Carvelli.

Nel solco della sua azione, resta anche un’eredità concreta e istituzionale: Monsignor Agostino ha unificato tre diocesi dando vita all’Arcidiocesi di Crotone-Santa Severina e ha indetto il primo Sinodo diocesano, segnando una svolta nella storia ecclesiale del territorio.

Un pastore, dunque, capace di pensare, dialogare e costruire. Ma soprattutto di lasciare una visione che continua ancora oggi a interrogare la Chiesa e la società.

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