(VIDEO) Prefetto Ferraro, il saluto alla città parte dalla scuola: “Crotone mi rimane nel cuore”

Alla Scuola Montessori una mattinata dedicata a legalità, cultura e formazione. Premiati il prefetto Franca Ferraro, Mariastella Fedele e il magistrato Rosario Aracri

A cura di Redazione
22 settembre 2026 14:20
(VIDEO) Prefetto Ferraro, il saluto alla città parte dalla scuola: “Crotone mi rimane nel cuore” - Foto: Redazione
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CROTONE – Ha scelto una scuola, e non la sede della Prefettura, per il suo saluto alla città. Franca Ferraro, prefetto di Crotone, ormai prossima alla pensione, ha voluto concludere il proprio percorso istituzionale nel territorio con un momento aperto, rivolto soprattutto ai ragazzi e alla comunità scolastica.

L'iniziativa si è svolta questa mattina, 22 settembre, alle ore 9.30, alla Scuola Montessori, dove sono stati affrontati i temi della legalità, della cultura, del rispetto delle regole e della formazione delle nuove generazioni.

Nel corso della mattinata sono stati inoltre consegnati riconoscimenti agli ospiti premiati: Sua Eccellenza il prefetto Franca Ferraro, la direttrice dell'Istituto penitenziario di Crotone Mariastella Fedele e il magistrato Rosario Aracri.

A rendere ancora più solenne e partecipata la cerimonia è stata la presenza del Coro Scolastico Crotonese “Koinè”, diretto dal maestro Luisa Rita Floccari. Il coro ha accompagnato l'evento con l'esecuzione dell'Inno di Mameli e dell'Inno alla Gioia, creando un momento particolarmente significativo all'interno della mattinata dedicata alla legalità, alla cultura e alla formazione dei giovani. La dirigente scolastica Maria Fontana Ardito ha accolto il prefetto Franca Ferraro e i premiati, sottolineando il valore educativo del coro dei ragazzi, «un vero simbolo di legalità». Ognuno, con la propria specificità e il proprio talento, impara infatti a rispettare le regole, ad ascoltare gli altri e a fare gruppo.

La musica del Koinè, sotto la direzione del maestro Luisa Rita Floccari, ha così fatto da cornice al saluto del prefetto alla città, davanti agli studenti della Scuola Montessori.

“Volevo che il mio saluto fosse a porte aperte”

Visibilmente emozionata, Franca Ferraro ha spiegato la scelta di salutare Crotone proprio all'interno di una scuola.

“Confesso che sono molto emozionata. Volevo che il mio saluto alla città fosse a porte aperte, ma non le porte aperte della Prefettura: a porte aperte di una scuola, perché i ragazzi sono il nostro futuro, sono la parte migliore di noi”.

Un messaggio rivolto direttamente agli studenti, ai quali il prefetto ha affidato una riflessione sul valore del rispetto, considerato uno degli strumenti fondamentali per costruire cittadini consapevoli.

“Dobbiamo insegnare ai ragazzi, anche se piccoli e anche se si pensa che non possano comprendere, che il rispetto dell'altro, di chi ti sta seduto a fianco, il rispetto del diverso, delle regole, del bello, della proprietà altrui e della natura fanno crescere una persona e la fanno diventare un cittadino degno di questo nome”.

“Crotone mi rimane nel cuore”

Nel suo intervento non è mancato il riferimento al rapporto costruito con la città durante gli anni trascorsi alla guida della Prefettura.

“Crotone mi rimane nel cuore. Io odio i saluti, mi agito, non mi piacciono gli addii e non mi piacciono gli arrivederci. Penso che siano le proprie azioni a parlare per noi stessi”.

Il prefetto ha quindi scelto di raccontare soprattutto ciò che, personalmente, Crotone le ha lasciato.

“Riflettevo su quello che Crotone mi ha dato, non su quello che io ho dato a Crotone: quello lo sapete voi, mi giudicherete voi. Chi verrà dopo di me potrà disfarlo, rifarlo, ricostruirlo, costruirci sopra. Ma a me Crotone ha dato una possibilità di vita che non pensavo potesse avere questo spessore”.

Un passaggio particolarmente personale, nel quale Ferraro ha ricordato anche la propria esperienza legata al terremoto dell'Aquila.

“Io vengo da un terremoto, quello dell'Aquila. Un terremoto che ci ha distrutto le case, ma ci ha distrutto anche come persone. Ci ha incupito, ci ha dato un senso di precarietà a noi e ai nostri figli, che ha pesato anche dopo il terremoto e poi con il Covid”.

Il ricordo della Madonna di Capocolonna

Tra i momenti che il prefetto ha indicato come particolarmente significativi della sua esperienza crotonese c'è anche la Madonna di Capocolonna.

“Per me la Madonna di Capocolonna è stato un momento forte. Prima di tutto per la tutela della safety, per tutto il lavoro che ha costituito la preparazione in sicurezza, ma poi proprio per la Madonna, per il quadro, per tutta quella religiosità che ognuno di voi, contemporaneamente, dà in quel momento”.

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