(VIDEO) San Carlo Acutis in ospedale, don Pirillo: “Una figura di sostegno per chi soffre”

Il cappellano del San Giovanni di Dio racconta il valore del dipinto del santo millennial nella cappella ospedaliera

A cura di Redazione
06 febbraio 2026 08:00
(VIDEO) San Carlo Acutis in ospedale, don Pirillo: “Una figura di sostegno per chi soffre” -
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Carlo Acutis, il primo santo millennial, continua a parlare soprattutto a tutti e a chi vive momenti di fragilità. Una figura attuale, capace di unire fede, quotidianità e tecnologia, mettendo al centro la devozione a Cristo e all’Eucaristia, come si evince dalla sua breve vita. È proprio partendo da questo messaggio che nella cappella ospedaliera dell’Ospedale San Giovanni di Dio di Crotone è stato posto il dipinto raffigurante il giovane santo, realizzato dalla pittrice crotonese Teresa Riganello.

A spiegare il significato della scelta è don Claudio Pirillo, cappellano dell’ospedale: “Abbiamo pensato di preparare questo dipinto perché Carlo Acutis è una figura molto attuale, molto vicina soprattutto alle persone in difficoltà e ai giovani”, ha sottolineato. Un riferimento non casuale, soprattutto in un luogo dove la sofferenza è parte della quotidianità.

“Nella fase della malattia – ha spiegato – la persona sperimenta fragilità e vulnerabilità. Ecco, queste figure possono diventare un grandissimo sostegno, un grandissimo aiuto”. Carlo Acutis, nella sua giovane età, ha lasciato un esempio forte e controcorrente, scegliendo di mettere Dio al centro della propria vita.

“La caratteristica di questo ragazzo – ha aggiunto don Pirillo – è aver posto come priorità la relazione con Dio, la devozione a Cristo e soprattutto all’Eucaristia”. Una scelta concreta, vissuta nella quotidianità: “Quando organizzavano le vacanze sceglievano un albergo vicino a una chiesa, perché lui aveva bisogno di partecipare ogni giorno all’Eucaristia e di fare l’adorazione eucaristica”.

Un messaggio che acquista dunque valore nel contesto attuale. “In una società frantumata, che spesso non ha punti di riferimento – ha osservato il cappellano – ritrovare la relazione con Dio può essere un grandissimo aiuto per comprendere se stessi e gli altri”.

La cappella ospedaliera, in questo senso, rappresenta un punto centrale della vita dell’ospedale. “Rispetto ad altri ospedali della Calabria – ha spiegato don Claudio Pirillo – qui la cappella è collocata all’ingresso: appena una persona arriva in ospedale la trova subito”. Una presenza visibile e accessibile, pensata per tutti.

“È un punto di riferimento per i familiari, per il personale sanitario e per i degenti, in particolare per chi vive percorsi difficili come l’oncologia o la dialisi”, ha concluso. Un punto di riferimento, quindi, con un nuovo dipinto, una nuova storia.

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