Vincenzo Fabiani racconta il mare della memoria tra poesia e archeologia

Il poeta e fondatore del Gruppo Archeologico Krotoniate pubblica “Le Memorie del mare” con Aletti Editore: un viaggio tra Mediterraneo, ricordi personali e miti della Magna Grecia

A cura di Redazione
06 marzo 2026 19:18
Vincenzo Fabiani racconta il mare della memoria tra poesia e archeologia -
Condividi

Non è soltanto una raccolta poetica, ma un’immersione nei paesaggi interiori e nelle profondità del Mediterraneo. Con “Le Memorie del mare”, il poeta e fondatore del gruppo Archeologico Krotoniate Vincenzo Fabiani, residente a Crotone, firma un’opera intensa pubblicata nella collana “I Diamanti della Poesia” della Aletti Editore, disponibile anche in versione e-book.

Il volume nasce da un rapporto antico e personale con il mare, elemento che accompagna l’autore fin dall’infanzia e che diventa filo conduttore di una riflessione poetica capace di intrecciare memoria, natura e identità.

«Il mare l’ho sentito anche fisicamente sempre vicino nel corso della mia esistenza, sin da bambino; perché quasi tutte le mie estati le ho passate al mare; perché il mare nella sua continua mutevolezza mi invia messaggi insieme ad effluvi di salsedine; perché l’immergersi e il riposare sulle onde è un rituale che ho sempre esercitato».

La raccolta si configura come una sorta di diario emotivo nel quale corpo e spirito si rigenerano attraverso il contatto con l’acqua e con i paesaggi della costa crotonese. Nelle liriche si intrecciano i piani del tempo personale e collettivo: i primi amori, i ricordi familiari, la giovinezza trascorsa sulle rive del mare, ma anche le suggestioni della Magna Grecia e i miti che sembrano ancora abitare gli abissi.

A sottolineare il valore del percorso poetico è anche la prefazione firmata dal maestro Giuseppe Aletti, poeta ed editore, che descrive l’autore come un interprete capace di scavare nel passato e nelle emozioni.

«Il poeta si trasforma in un archeologo dei sentimenti il quale mentre vive ordina per non perdere il senso di quello che sta attraversando».

L’archeologia, passione coltivata da Fabiani, diventa così anche una metafora poetica: come uno scavo porta alla luce reperti antichi, la scrittura recupera emozioni e ricordi nascosti sotto le stratificazioni della vita.

«Solo quando ci si libera dalle stratificazioni culturali e ambientali si recupera l’io poetico che crea il tutto dal nulla».

Nella raccolta il mare assume una dimensione simbolica: è movimento continuo, specchio della fragilità umana e al tempo stesso archivio vivente di civiltà e memorie. Alba e tramonto diventano frammenti di un racconto più ampio in cui il ricordo individuale si trasforma in memoria condivisa.

«L’individuo fa parte del tutto ed il suo sentire coincide con il sentire degli altri».

L’opera sarà presentata anche in uno dei principali appuntamenti editoriali europei: “Le Memorie del mare” sarà infatti esposta negli spazi della Aletti Editore al Salone Internazionale del Libro di Torino, in programma al Lingotto Fiere dal 14 al 18 maggio 2026.

«Per me significa avere l’occasione, in una vetrina così vasta e importante, di essere riconosciuto da chi potrà percepire la mia identità culturale»

Le migliori notizie, ogni giorno, via e-mail

Segui CrotoneOk