Aggressione al dottor Sulla, Cesare Spanò: ‘Violenza inaccettabile’

Sulla vicenda, il presidente del Comitato Centro Storico Krotone lancia un appello a istituzioni e cittadini

A cura di Redazione
14 febbraio 2026 17:30
Aggressione al dottor Sulla, Cesare Spanò: ‘Violenza inaccettabile’ -
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Crotone – L’aggressione subita dal dottor Sulla, professionista stimato e presente da anni sul nostro territorio, “rappresenta un episodio che non può lasciarci indifferenti. La violenza va sempre condannata con fermezza, senza alcuna giustificazione”, sottolinea Cesare Spanò, presidente del Comitato Centro Storico Krotone.

“Questo fatto invita tutti noi a riflettere sulle condizioni in cui oggi operano i sanitari e sul clima che circonda il tema della salute pubblica”, aggiunge Spanò, denunciando la fragilità di un sistema che troppo spesso sembra piegarsi a logiche politiche piuttosto che a reali necessità dei cittadini.

Tra le criticità evidenziate dal presidente del comitato, un nodo cruciale riguarda l’ospedale San Giovanni di Dio. “Da tempo si susseguono annunci sull’apertura della sala di Emodinamica, ma l’attesa continua. Un bacino di circa 180.000 cittadini resta privo di un servizio h24 fondamentale per la salute cardiaca”, spiega Spanò, che segnala anche le difficoltà del pronto soccorso, limitato dalla carenza di personale.

Un altro tema centrale è la medicina territoriale. “Se ben organizzata, potrebbe ridurre l’afflusso improprio al pronto soccorso, garantendo risposte più adeguate ai bisogni quotidiani dei cittadini. Ma oggi i medici di famiglia sono spesso schiacciati tra vincoli burocratici e richieste crescenti di efficienza”, denuncia Spanò, ricordando che molti giovani professionisti rischiano frustrazione e disaffezione senza un contesto che li sostenga.

Particolare attenzione merita anche il disagio psicologico tra i giovani. “Rafforzare la rete di supporto psicologico e sociosanitario dovrebbe essere una priorità concreta, non un principio astratto”, sottolinea il presidente, evidenziando la necessità di affrontare quelle che definisce patologie “invisibili”.

Infine, Spanò chiama in causa le istituzioni locali: “I sindaci hanno responsabilità sanitarie: possono proporre, sollecitare, vigilare, farsi portavoce dei bisogni reali della comunità. Non si tratta di scaricare colpe, ma di assumere un impegno condiviso”.

“Forse questa vicenda dolorosa può diventare un’occasione per riaprire un confronto serio e partecipato sulla sanità che vogliamo: una sanità che metta al centro le persone – pazienti e operatori – e costruisca soluzioni con continuità, competenza e ascolto. Solo così si potrà restituire fiducia a chi cura e a chi ha bisogno di essere curato”, conclude Spanò.

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