Cirò Marina, la Mototerapia trasforma la paura in un sorriso
Dal mare alle emozioni: a Cirò Marina la Jet Ski Therapy aiuta i ragazzi a superare le paure e trasformarle in sorrisi e nuove conquiste
Cirò Marina, 23 agosto 2026 – Una promessa fatta ai ragazzi più fragili, un impegno mantenuto e una giornata destinata a lasciare il segno. A Cirò Marina, la Mototerapia in acqua attraverso la Jet Ski Therapy ha trasformato il mare in uno spazio di emozioni, inclusione e abbattimento delle paure.
L’iniziativa, fortemente voluta da Francesco Fico, della Fico Sport Nautica di Cirò Marina e presidente della GF Sport Racing, era stata annunciata nell’ambito del Gran Prix Mediterraneo e dedicata ai ragazzi con disabilità. Il maltempo aveva costretto gli organizzatori a rinviare l’appuntamento previsto durante il primo evento del 25 luglio scorso, insieme ad altre iniziative della manifestazione. La promessa, però, non è stata dimenticata.
L’organizzazione ha lavorato per recuperare quella giornata e trasformare le parole in un momento concreto di sport, solidarietà e inclusione. E così, tra acqua, motori, sorrisi e tanta emozione, alcuni ragazzi hanno avuto la possibilità di vivere un’esperienza che, per molti di loro, sembrava inizialmente impossibile.
La paura che diventa entusiasmo
La vera protagonista della giornata non è stata la moto d’acqua, ma la capacità dei ragazzi di superare i propri timori.
Preziosa è stata la collaborazione dell’Associazione IDEA, che ha contribuito a coinvolgere ragazzi, famiglie e volontari, e del suo presidente, lo psicologo Leonardo Fuscaldo, che ha accompagnato i partecipanti nell’affrontare gradualmente le paure legate al pubblico, al mezzo e all’ambiente marino.
Un lavoro fatto di ascolto, rassicurazione e gradualità, perché dietro ogni ragazzo c’è una storia diversa e ogni conquista, anche apparentemente piccola, può assumere un significato enorme.
Il primo a salire a bordo è stato Francesco Pio. Dopo aver affrontato le sue paure, è rientrato trionfante, regalando a tutti uno dei momenti più belli della giornata: il suo sorriso e quel «brum brum», imitazione del rombo del motore, diventato quasi il simbolo della sua conquista.
Poi è stata la volta di Noan, Giovanni e Luigi, ognuno con le proprie difficoltà e le proprie emozioni. Particolarmente impegnativa è stata l’esperienza di Luigi, per il quale è stato necessario un grande lavoro di squadra affinché il giro potesse trasformarsi in un momento positivo e significativo.
Infine Domenico, speciale e sprezzante del pericolo, ha affrontato l’esperienza con una determinazione capace di emozionare tutti i presenti.
Due moto d’acqua, una squadra al servizio dei ragazzi
A garantire supporto e sicurezza durante l’esperienza è stata una vera e propria squadra. A fare da staffetta e supporto tecnico con una seconda acquascooter è stato Valentino Potenza, affiancato dall’atleta Samuele De Bartolo, che ha immortalato con fotografie e video alcuni dei momenti più spettacolari della giornata.
Un lavoro di squadra nel quale ciascuno ha messo a disposizione competenze, esperienza e soprattutto sensibilità.
Perché la Mototerapia non significa semplicemente salire su una moto d’acqua. Significa creare le condizioni affinché una persona possa sentirsi sicura, accolta e protagonista di un’esperienza nuova.
Lo sport come strumento di inclusione
L’esperienza di Cirò Marina assume un significato ancora più importante perché inserita all’interno di una manifestazione sportiva che ha già dimostrato la propria capacità di attrarre pubblico, appassionati e atleti.
Il Gran Prix Mediterraneo, nonostante le difficoltà meteorologiche, ha richiamato sul litorale cirotano numerosi spettatori e ha confermato la capacità della città di ospitare eventi legati alla motonautica.
La stessa organizzazione aveva sottolineato come lo sport dovesse essere anche inclusione, solidarietà e attenzione verso le persone più fragili. La Mototerapia porta però il messaggio ancora più lontano: lo sport può diventare uno strumento per abbattere barriere, costruire fiducia e regalare nuove possibilità.
Fondamentale è stato anche il lavoro delle istituzioni e degli operatori impegnati nella sicurezza. Un ringraziamento particolare va al Servizio Navale della Guardia di Finanza, alla Guardia Costiera, all’Amministrazione comunale di Cirò Marina, agli operatori sanitari e a tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione dell’iniziativa.
L'obiettivo: rendere la Mototerapia un appuntamento stabile
L’obiettivo adesso è trasformare questa esperienza in un appuntamento stabile, costruendo negli anni una vera rete tra sport, mondo sociale e professionisti.
L’idea è coinvolgere progressivamente un numero sempre maggiore di ragazzi con disabilità, con il supporto dei servizi sociali, dei professionisti sanitari, dei medici e dei terapisti, affinché ogni esperienza possa essere organizzata con sempre maggiore attenzione alle esigenze individuali dei partecipanti.
La Jet Ski Therapy non deve essere considerata soltanto come uno spettacolo o un giro in acquascooter, ma come un’esperienza strutturata nella quale sport, relazione, emozione e inclusione possono incontrarsi.
Alla fine resta un’immagine più forte di tutte: quella di un ragazzo che sale su una moto d’acqua con un po’ di timore e torna a riva con il sorriso.
È questa la vera vittoria della Mototerapia.
La vittoria è vedere una paura trasformarsi in entusiasmo. Ed è proprio questo il messaggio che Cirò Marina vuole consegnare al futuro: uno sport capace di emozionare, ma soprattutto capace di includere.
Quando lo sport riesce a regalare un sorriso a chi ha dovuto affrontare più ostacoli degli altri, allora quel gesto vale molto più di una semplice manifestazione.
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